domenica 29 Novembre 2020
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SOGNARE LA VITA, VIVERE UN SOGNO, CANTARE PER NON VIVERE NIENTE

Oggi Rino Gaetano compie settant’anni! Un artista nato postumo e consegnato alla modernita’ con largo anticipo sui tempi, perché i giovani continuano a cantare le sue canzoni, molte delle quali di una freschezza disarmante; d’altro canto nella “Ballata di Renzo” egli riuscì praticamente a prevedere le dinamiche della sua morte avvenuta in un incidente stradale con tre ospedali e persino un cimitero che lo rifiutarono.

Visionario, geniale, urlatore di uno dei più belli e potenti inni alla vita, la liberta‘. Giullare di melodie apparentemente stravaganti ma sempre realistiche, destinato ad entrare di diritto nell’Olimpo degli dei della musica italiana.

Classe 1950, nato a Crotone, ribelle, eccentrico, anticonformista allo stato puro: incise il suo primo 45 giri, “I love you Marianna” con uno pseudonimo di stampo letterario (gli amanti di Salgari furono ben lieti di questa scelta), Kammamuri, mentre il suo primo album “Ingresso libero” incontrò notevoli ostacoli nell’apprezzamento del pubblico e dei critici.

Il 1975 fu l’anno di “Ma il cielo è sempre più blu” e l’album “Mio fratello è figlio unico“, che lo consacrò a colosso della canzone dell’epoca.

Il vero successo arrivò a Sanremo con “Gianna“, brano che gli valse il terzo posto in classifica e che restò a lungo al primo posto della hit parade. Nel frattempo realizzò un album insieme a Mogol, intraprendendo una collaborazione con la multinazionale Rca, che gli valse una lunga serie di popolari tournée.

Nell’inverno del 1980 uscì il suo sesto e ultimo album. Rino morì all’alba del 2 giugno 1981, mentre stava rincasando, alla guida della sua Volvo. In un’intervista rilasciata nell’anno della sua morte, egli spiegò che nel suo ultimo album non c’eraNulla di pensato“; Rino rifiutava il disimpegno tipico della musica leggera, ragion per cui, in maniera del tutto spontanea, voleva tornare a parlare.

La sua scomparsa diede inizio ad innumerevoli omaggi, musicali e cinematografici tra cui, nel 2006, un film interpretato da Elio Germano ed intitolato “Mio fratello è figlio unico“, e l’anno successivoMa il cielo è sempre più blu“, avente come protagonista Claudio Santamaria.

Alla sua morte, Gaetano lasciò anche diversi brani non conclusi, uno dei quali “In Italia si sta male (si sta bene anziché no)” portato sul palco di Sanremo dalla band di cui faceva parte il fratello di Rino.

Rino era una cicatrice sul viso che ti ruba un sorriso, Rino era un graffio, Rino era una parola sbattuta sul muso a chiunque gli capitasse a tiro. Rino non era catalogabile: anche se tanti hanno preteso di appropriarsi di lui e della sua satira corrosiva che ha superato indenne le “parti” e i decenni. Rino non guardava in faccia a nessuno. Rino pronunciava nomi e cognomi! Rino se n’è andato a trent’anni!

Gli eroi son sempre giovani e belli“, d’accordo: ma non ci sarebbe dispiaciuto se fosse rimasto ancora un pò, se non altro per cercare di convincerci che il cielo, persino questo cielo, può essere sempre più blu.

Francesca De Grazia

Una "buona" coscienza vale più di un chierichetto o di cento beghine.
Bisogna saper smascherare i falsi profeti e respingere le loro parole vuote e lontane: credere in se stessi e alla propria storia, evitare i segnali e le indicazioni, prendersi il gusto di fare l'amore quando si ha voglia, senza temere un inferno sotto il letto, e di avere paura quando si sente senza vergognarsi di essere "santi" o eroi.
E' quello che gli ipocriti chiamano mediocrità la vera grandezza.
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