giovedì 29 Luglio 2021
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Siamo tutti mortali fino al primo bacio e al secondo bicchiere di vino

Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo, scriveva Ernest Hemingway: quest’anno l’impronta di progresso enogastronomico è toccata a Napoli, che ha indetto due giornate interamente dedicate alla degustazione dei maggiori vini dell’Alto Piemonte: domenica 30 e lunedì 31 maggio presso l’Hotel Excelsior di Napoli ha preso il via una masterclass rivolta agli esperti del settore, aspiranti sommelier ed addetti stampa, dal titolo :”Taste Alto Piemonte“: obiettivo di tali incontri stabilire le linee guida tra il Nord Piemonte ed i maggiori vini prodotti nella zona delle Langhe di Pavese; quest’ultima è una regione viticola senza eguali in Italia, e possiede quattro ragioni: la storia di una viticoltura di qualità; una storia geologica e dunque una configurazione pedologica; caratteristiche climatiche specifiche; il Nebbiolo, vino di pregio e considerato adatto all’invecchiamento.

Nel corso della conferenza sono intervenuti i massimi esperti in materia di vini dell’Alto Piemonte, partendo da una digressione sul Barolo per proseguire l’excursus con vini che portano i nomi di Paesi specifici, ad esempio il Vespolina, dal celebre nome del vitigno diffuso nell’Alto Piemonte; si è passato poi attraverso l’Uva Rara meglio nota come Gattinara, coltivato molto per la mensa, ossia per cibi da mangiare.

L’evento ha visto anche il sorgere dell’Erbaluce di Caluso DOCG (Denominazione Origine Controllata Garantita), uno dei vitigni storici della Regione Piemonte e d’Italia, per non parlare del Boca DOC (Denominazione Origine Controllata), frutto dell’armoniosa simbiosi tra l’austero Nebbiolo e la speziata Vespolina, ed il Gattinara, entrambi testimonial formidabili della bellezza dei luoghi da cui provengono.

In chiusura il congedo con un’unica, autentica certezza: il vino di un territorio è un biglietto di invito ad una mostra in cui scoprire abitudini, gastronomia e cultura di un popolo. Il vino anche nel mondo globalizzato esprime realtà particolari e di antica tradizione.

Il vino viaggia ed è vettore di storie antiche, ma mai abbastanza da essere dimenticate. Non resta che accomodarsi e levare i calici!

Francesca De Grazia
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