giovedì 15 novembre 2018
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Al Nuovo Teatro Sanità Ria Rosa – Il viaggio

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Il 6 e 7 gennaio (ore 21.00) e l’8 (alle 18.00), al Nuovo Teatro Sanità, va in scena Ria Rosa – Il viaggio. Lo spettacolo, che omaggia una delle grandi figure della canzone napoletana, la “Cantante degli emigranti” Ria Rosa, è diretto da Rosario Sparno, interpretato da Antonella Romano e Rino De Masco, con la direzione musicale del maestro Giosi Cincotti, che sarà anche al pianoforte.

Contemporanea di cantanti come Lina Cavalieri, Anna Fougez e soprattutto Gilda Mignonette, da cui si è sempre distinta per il suo spirito anticonvenzionale, Ria Rosa ebbe un rapporto turbolento con la sua città proprio a causa del suo rifiuto del regime fascista. Ma anche in America, a New York, non smise mai di esprimersi in favore dei suoi ideali e in occasione dell’ingiusta condanna degli anarchici Sacco e Vanzetti cantò una canzone intitolata A seggia elettrica, poi modificata in Mamma sfortunata.


A proposito del suo lavoro teatrale, spiega il regista Rosario Sparno: “Ria Rosa è un viaggio che è una rivoluzione in musica, che parte da Napoli e arriva a NewYork. Ria Rosa è arte contemporanea, installazione che si colloca nella memoria, artesfrontata che non teme il rifiuto. Ria Rosa è varietà brillante, intelligente e dissacrante“.

Ria Rosa, sciantosa del Cafè Chantant, nasce a Napoli con il nome di Maria Rosaria Liberti. Debutta nel 1915 a 16 anni ed è subito contesa da impresari ed editori musicali per le sue capacità recitative e la voce scura e teatrale. Nel 1922 va in tournée a New York. Prima artista italiana a vestirsi da uomo per la sua interpretazione di Guapparia, dal 1933 è ufficialmente emigrata in America, dove non teme di prendere posizione in difesa degli anarchici Sacco e Vanzetti. Antifascista e femminista ante litteram, Ria contribuisce a gettare le basi per un’idea di donna più moderna ed emancipata. Uguaglianza, giustizia e libertà sono concetti che trovano ampio spazio nei versi da lei cantati; libertà di fumare, di ballare, di vestirsi e truccarsi contravvenendo al moralismo del tempo che vede la donna relegata nel ruolo di madre e moglie devota. L’ironica e coraggiosa “nonna delle femministe” abbandona le scene nel 1937, quando decide di lasciare per sempre l’Italia fascista.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.