giovedì 27 Giugno 2019
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Renato Guttuso “Sud e passione”

Il 29 novembre, per la prima volta esposta a Napoli le opere del grande maestro della pittura romana, Renato Guttuso presso la galleria di Napoli di Andrea Ingenito.
ll gallerista ogni anno dedica ad un pittore famoso dell’arte contemporanea, la rassegna pittorica nella sua galleria, sita a Napoli in via cappella vecchia 8a. Quindi, nella rassegna si passa dai quadri del maestro della pop art, Andy Warhol, a quelli di hans Hartung, Mario Schifano, Giosetta Fioroni, … solo per citarne alcuni. La scelta quest’anno è stata per il maestro dell’arte sociale, Renato Guttuso.
Nella galleria, esposte ventidue opere tratte da collezioni private e dall’archivio personale dell’artista che vanno dal 1936 al 1985. La carrellata è frammista di interessanti motivi, ove il pittore fa riferimento agli inizi della sua attività a maestri come Picasso e Courbet, e a Van Gogh, in un suo dipinto del 1960 intitolato “Finestra con tenda rossa”. Opere di paesaggio (Muraglia cinese), nature morte come “Natura morta con banane”, ritratti di nudo e femminili vibranti e accarezzati dal colore come “Volto di donna”, “Ragazza in sottoveste”, “I genitori dell’artista”, “Lisa(1 atto)”.

Rivoluzionario, Guttuso fu molto attivo anche sul piano politico e afferma: “l’opera d’arte è sempre la somma dei piaceri e dei dolori dell’uomo che l’ha creata. Intendo dire che non è necessario per un pittore essere di un partito o d’un altro, o fare una guerra, o fare una rivoluzione, ma è necessario che egli agisca, nel dipingere, come agisce chi fa una guerra o una rivoluzione.”

Nel 1938, Guttuso entra a far parte di un gruppo di giovani artisti “Corrente”, per la lotta al fascismo e poi prenderà parte alla lotta partigiana. Dipinge la “Fucilazione in campagna” per denunciare i crimini del regime franchista in Spagna, crudele, che si rifà ad un dipinto di Francisco “Le fucilazioni del 3 maggio” e l’antipatia verso il fascismo. L’ideale politico entrerà nel suo modo di fare arte coi suoi colori “Urlati” sulla tela, alla maniera dell’espressionismo con l’influenza del cubismo di Pablo Picasso per l’amore della sua terra, la Sicilia, con segni incisivi e marcati. Esponente del neorealismo pittorico, che significa l’interpretazione della realtà attraverso l’opera d’arte ma compresa anche dalle classi popolari, già a 13 anni, a Bagheria, dipinge i suoi primi quadri e a 17 anni, nel 1928, espone la sua prima mostra a Palermo.

Guttuso attraverso il realismo evidenzia gli orrori della guerra, spogliandola della sua atipica propaganda. La sua esuberanza gli affibbierà il soprannome tra i salotti letterali di “Sfrenato Guttuso”