lunedì 12 novembre 2018
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Test truccati all’università di medicina di Napoli, gli studenti occupano la facoltà

191229869-265a89f1-5528-4b52-b501-3a5ac4df8e17Agitazioni all’Università Federico II di Napoli, un gruppo di studenti ha occupato il rettorato dell’Università di medicina. Una ventina di ragazzi del Laboratorio “Sciopero e informazione” è entrato nei locali del rettorato alla luce di intercettazioni durante indagini relative all’arresto di un imprenditore farmaceutico che hanno evidenziato la possibilità di truccare e conoscere in anteprima le domande del test per l’accesso all’Università Medicina. Ricordiamo che nei giorni scorsi un funzionario dell’assessorato regionale alla Sanità è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di corruzione. Si tratta di Umberto Celentano, che avrebbe ricevuto il pagamento di alcune crociere e l’assunzione del figlio presso una farmacia dall’imprenditore farmaceutico Nazario Matachione, detenuto da pochi giorni per presunte irregolarità negli accertamenti fiscali da parte della Guardia di Finanza. Inoltre, Celentano avrebbe favorito l’espletamento di pratiche per l’acquisizione di una nuova farmacia di Matachione in cambio dell’assunzione dell’altro figlio. La Procura di Napoli ha anche disposto perquisizioni domiciliari nei confronti, oltre che dello stesso Celentano, anche di un docente di Farmacia dell’Università Federico II e del responsabile della segreteria studenti, con riguardo a presunte condotte illecite emerse nell’ambito di un altro filone investigativo.  I ragazzi hanno quindi chiesto di poter incontrare il rettore e parlare dell’accaduto.
Il gruppo di cui fanno parte, spiegano i manifestanti, è nato in preparazione dello sciopero indetto per il 14 novembre prossimo, staremo a vedere cosa accadrà per allora.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.