martedì 20 novembre 2018
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Milano Vintage Week: il passato torna di moda

locandina_2014Il moderno invecchia, mentre il vecchio ritorna di moda: così recitano le parole di Leo Longanesi nel 1957. L’evento dedicato agli appassionati ma anche i cacciatore di cimeli rètro è alle porte. La kermesse di Milano Vintage Week partirà il prossimo 7 novembre per concludersi domenica 9. Quante volte hai desiderato tornare indietro nel tempo? Ora è possibile: qui troverai accessori, abiti vintage e tanto altro ancora. Un tuffo indietro di 60 anni, per scoprire ed amare con piacere il riutilizzo di vecchi capi, la conoscenza di oggetti cult ormai inutilizzati, ma anche solo per regalare a se stessi una passeggiata o il piacere del profumo di un’epoca.

Il vintage non passa di moda, è cool! Per questo motivo l’evento ha un significato importante non solo per gli amatori ed i specialisti del settore, ma anche per chi voglia conoscere, attraverso gli oggetti del nostro passato, quanto accaduto e altrimenti inaccessibile, perché trascorso e seppellito nella memoria. A volte, infatti un cappello, un soprabito o una apparentemente anacronistica parrucca può aiutarci e scoprire realtà sociali e culturali che mai avremmo immaginato. Rispolverare quindi non solo capi d’abbigliamento, borse in pelle o acconciatura di non trascurabile fascino, ma anche “toccare” con mano la storia, viverla in prima persona.

Qui sta la pregnante forza delle tra giornate dedicate dalla città di Milano al vintage. Un grande omaggio alla storia costumistica senza dimenticare l’essenzialità, ma vuole essere anche un monito alla pratica del riutilizzo come riciclo prezioso di tutto ciò che è antico che rinasce, e va a rinvigorire i nostri armadi. Un filo rosso perciò che tiene uniti presente e passato, dunque e sollecita al recupero e alla mescolanza delle mode.
Le date dell’evento:

Venerdì 7 novembre: è previsto alle ore 17.00 l’incontro dal titolo La tavola delle feste a cura di Aura Nobolo, scrittrice ed esperta di savoir faire. Alle 18.30, invece, è il momento di  Ti racconto una storia: è la volta di Ciccio Rigoli con le “Ponderatissime parole a manetta”, ricordi dal tono semiseria direttamente dagli anni ’90. Sabato 8 novembre: Alle ore 15.00 vi aspetta Furoshiki mon amour, durante verranno esposti eco-confezioni realizzate interamente riutilizzando vecchi foulard e tessuti, stoffe varie. Sempre sabato, alle ore 16.00 Make up studio curato dalla make up artist Caterina Todde. Per concludere la giornata, alle 17.00 ci sarà l’incontro con la scrittrice Aura Nobolo, e alle 18.30 quello con Ti racconto una storia “Non so smettere”: il racconto autobiografico che diventa fiction, quello di Luigi Vergallo che narra di se’ come di un giovane milanese che negli anni ’80 vive ad un passo dall’autodistruzione.

Domenica 9 novembre: La domenica milanese si aprirà con La casa dei matrimoni, la storia di una famiglia ed i suoi amori narrata attraverso le parole della giornalista Chiara Besana. Alle 16.00 sarà il turno di Storie di Natale, con letture selezionate della collezione “Quaderni di Storia”. A seguire, alle 17.00, invece  Pacchetti a più non posso a cura di Aura Nobolo.

Per finire, la giornata sarà chiusa da Ti racconto una storia: con Giovanni Celsi e “La sincerità tipica dei falsi testimoni”.  Vuoi essere alla moda? Comincia col vintage.

www.milanovintageweek.com  

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.