DEVA entra nella scena con “Mi fa male l’America”, un debutto che suona subito come qualcosa di più di un semplice singolo: è un racconto diretto, emotivo, quasi urgente, del desiderio oggi.
Un desiderio che non è mai lineare, ma si trasforma in ossessione, sogno e continua ricerca di qualcosa che sembra sempre sfuggire.

Quell’“America” nel titolo non è un luogo preciso, ma una metafora potente: è tutto ciò che attira e allo stesso tempo resta lontano. Può essere una persona, un obiettivo, un’idea o anche solo una tensione interiore che non smette di farsi sentire.

Il sound segue la stessa direzione: pop, rock ed elettronica si mescolano in modo naturale, creando un equilibrio tra energia e immediatezza. Chitarre decise e sequenze elettroniche si intrecciano dando vita a un brano che colpisce subito, senza filtri.

Dietro la traccia c’è un lavoro condiviso con Giuseppe Panza e Andrea Riso (edizioni Rbmusic), nato da un confronto reale sui temi da raccontare e sviluppato attorno a un’urgenza chiara: dare voce a quella fame viscerale che ti spinge a volere sempre di più.

«Mi fa male l’America nasce da un bisogno reale: raccontare quella tensione continua verso qualcosa che sembra sempre un passo più in là. È un brano ironico ma anche molto sincero, perché parla di me, della mia ossessione per la musica e di tutto ciò che non riesco a smettere di inseguire», racconta DEVA.

Il progetto prende ancora più forza grazie alla sua band: Michelangelo Mosca alla batteria, Gennaro Paone alle chitarre e Antonio Castaldo al basso. Una squadra che non è solo supporto, ma parte integrante dell’identità live, capace di amplificare l’impatto del sound sul palco.

Parallelamente, cresce anche il legame con Rosa Benincasa Management, una realtà già presente nel percorso dell’artista nel mondo degli eventi e oggi sempre più centrale anche dal punto di vista umano e professionale.

Alla base di tutto c’è una cosa chiara: la connessione con il pubblico. DEVA punta su un’empatia autentica, abbattendo le distanze e trasformando ogni performance in uno scambio diretto di energia. Dopo una fase di ricerca, oggi la direzione è definita: scegliere la verità, sempre. La musica diventa così il mezzo per raccontarsi davvero, colmare vuoti interiori e dare spazio a una sensibilità rimasta a lungo in secondo piano.

“Mi fa male l’America” è solo l’inizio. Il primo capitolo di un percorso destinato a evolversi, tra attitudine rock, nuove uscite e una narrazione sempre più intensa e personale.

Ascolta il singolo:

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