lunedì 19 novembre 2018
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Matera eletta Capitale Europea della Cultura 2019

matera_imbrunireAtteso l’annuncio arrivato finalmente lo scorso venerdì del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: La Capitale Europea della Cultura 2019 sarà Matera. La città dei sassi è stata la prima eletta tra diverse città italiane, che avevano superato una preselezione, tra cui  Siena, Cagliari, Perugia, Lecce, Ravenna e la stessa Matera, prima assoluta con 7 voti favorevoli sui 13 della commissione preposta a tale assegnazione. Trepidante attesa  nella centralissima piazza San Giovanni, dove migliaia di cittadini materani hanno seguito in diretta, su maxischermo, l’esito delle votazioni per poi esplodere in una grande festa con sventolii di bandiere portanti il logo di Matera 2019, con vero orgoglio.

Matera, andrà ad aggiungersi alla lista di città italiane insieme a Firenze, Bologna e Genoa all’interno di un “premio”, che dal 1895, anno di fondazione del riconoscimento, promuove e valorizza la conoscenza del patrimonio storico, culturale e artistico del territorio.  Sono due le città a cui ogni anno va di diritto il riconoscimento all’interno dell’area UE. Per l’anno 2019 oltre Matera, l’assegnazione è arrivata anche per la città bulgara di Plovdiv e per entrambe, la proclamazione ufficiale da parte dell’Unione Europea avverrà nel 2015.

Oltre il prestigio, notevole è l’impatto economico che il riconoscimento avrà sulla città. La valutazione di esperti indica cifre che si aggirano intorno ai 30 milioni di euro. Una buona occasione per il riscatto del sud Italia, per l’occupazione giovanile e per il miglioramento dello stato dell’arte e della cultura lucana.

Antonio Tarallo

Classe 1988, studente a tempo indeterminato. Amante della poesia e della narrativa. Studioso di lingua italiana e appassionato del processo storico sull’evoluzione della Lingua e dei dialetti d’Italia.
Vincitore di decine di concorsi letterari su tutto il territorio nazionale e presente in diverse antologie di poesia e narrativa contemporanea.
Sognava di diventare uno dei due, indifferentemente, tra Woodward e Bernstein ma poi si è ricordato che in Italia non c’era alcun presidente Nixon.