domenica 18 novembre 2018
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L’Oasi – incontri ravvicinati di un certo tipo con il Teatro del signor G allo ZTN

Dal 13 marzo a domenica 22 marzo è andato in scena allo spazio teatrale ZTN – Zona Teatro Naviganti (Vico Bagnara 3a – di fronte fermata Metro Piazza Dante, Napoli), all’interno della rassegna dello ZTN organizzata dal Collettivo Lunazione, “L’Oasi”, spettacolo ideato da Teatro In Fabula con la regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo.

L’Oasi, liberamente ispirato al Teatro Canzone di Giorgio Gaber porta sulla scena una visione critica e asciutta della insostenibile realtà dell’uomo purtroppo creata dall’uomo stesso. Questi in qualche modo deve fare i conti con la vita e andare avanti. Al di là di tutto.
L’uomo (Antonio Piccolo) sulla scena è uno scrittore. Alla ricerca di se stesso si è ritirato in una casa di periferia. Ma quanto ha senso allontanarsi fisicamente dalla frenesia della vita quotidiana se dentro di sé si porta quel carico di delusioni, disillusioni, e gli svariati legami che ci tengono stretti a una vita inquieta? Inquieta perché inaccettabile nella sua banalità, nelle sue sistematiche angherie e sopraffazioni dell’uomo sull’uomo. La lontananza fisica da tutto ciò, può, come accade al protagonista de “L’Oasi”, ricondurre a se stessi, inducendolo a ripercorrere, – attraverso la memoria e brevissime incursioni e rincontri dei suoi cari – la propria vita, per poi, giungere alla considerazione di essere un nulla, proprio come quegli uomini, di cui si vedono le spalle, senza consapevolezza per strada.
Niente ha senso. Nessuna vita, nessun luogo può risollevare un’anima impaurita. Eppure tutto ciò può cambiare. Si riprende a lottare per la vita stessa, quella stessa criticata fino a pochi secondi prima, se si ritrova in quell’ordinaria “folle normale anormalità” un senso, un senso comune, un senso del vivere.
In fondo cos’è la vita se non un continuo ricominciare; ma perché questo accada è necessario un certo “allenamento”. E la mente stessa, che aveva deciso di esiliarsi, ritrova un motivo per vivere; non più l’amore per una donna, non più la paternità, non più la passione di fare lo scrittore. La mente riprende a vivere, trainando con sé il corpo e l’anima, fino a trovare il senso, nel momento in cui si ricomincia una battaglia, un appiglio alla vita.
Qui la battaglia contro un topo, animale intelligente più dell’uomo, un’ombra, viva, nella “fluorescenza” della tecnologia che opera omologazione e spegne l’idea, spegne l’istanza, la sostanza dell’uomo: incontrare l’altro, attraverso se stessi.
Una lotta per gli spazi, fisici, della casa e della mente. Un risalire dalla percepita inconsistenza del vivere banale verso qualcosa che non ha, in apparenza, niente di diverso. Dentro, però qualcosa è cambiato. Quella stessa inane vita diventa qualcosa di vero, per sé e per gli altri.
È stata necessaria la presenza di un topo perché accadesse. È stata necessaria la presenza, diversa, di un essere tenace, e intelligente, a volte furbo, e istrionico; un pari, che ha determinato la “rinascita emotiva” dell’uomo senza qualità.
Solo allora le spalle, le proprie e quelle altrui evocano il senso di ogni vita; un sentire, un amare, al di là dell’inconsistenza, la vita stessa, le piccole cose, il tran tran quotidiano; solo allora l’uomo, come novello Sisifo, “ricomincia”: per credere in ogni secondo di vita, sostenendo un peso amaro ma contemporaneamente intriso di piccoli gesti che rendono l’esistenza vitale.

Teatro In Fabula è un collettivo, costituito nel 2010, da giovani attori, autori e registi, Raffaele Ausiello, Giuseppe Cerrone, Stefano Ferraro, Aniello Mallardo, Antonio Piccolo, che hanno in comune la formazione presso il Laboratorio del Teatro Elicantropo diretto da Carlo Cerciello. Teatro In Fabula ha portato in teatro “Le 95 tesi – Storia di Lutero”, “Il sogno di una cosa. Teatro Canzone su Luigi Tenco”, “Lenuccia – una partigiana del Sud, proponendo un teatro appassionato per intenti e produzione. Un teatro che attraverso la parola e l’azione, sobria e comunicativa, ponga quesiti sul “modo di esistere” al mondo oggi.
Teatro In Fabula sarà a Mercogliano (AV) al Teatro 99Posti con Lenuccia- Una partigiana del Sud il 28 e 29 marzo e riporterà, dopo il successo di gennaio al Teatro Bellini, a Napoli, il 29 maggio nella Chiesa Luterana, “Le 95 Tesi – Una storia di Lutero”.

ZTN proseguirà dal 27 al 29 marzo la sua rassegna con “Immagini debolmente riflesse – (il servo e il padrone)” con la regia di Vittorio Adinolfi.

Giuseppina Dell'Aria

Giuseppina Dell’Aria vive a Napoli. Scrittrice, poetessa, coautrice dell’Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0 (Homo Scrivens 2013) e dei romanzi collettivi La vera bellezza (Boopenled 2010) e Serial Novel (Homo Scrivens 2014).
È presente con racconti e poesie in antologie di autori diversi tra cui Cara Alda ti scrivo (Ursini editori 2010), Alchimie e linguaggi di donne (Photocity 2012) e Napoli in cento parole (Perrone 2014). È scrittrice anche di testi teatrali.