venerdì 19 Agosto 2022
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Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso

L’Italia è un popolo di non lettori, o meglio di lettori non motivati ad esserlo: dalle indagini condotte emerge uno scenario desolante ed immutato; gli italiano leggono pochissimi libri. E niente sembra scuotere le loro coscienze, le loro abitudini così ben radicate, neppure l’avvento del digitale. Unico anelito al mondo della conoscenza, il popolo milanese. Gli abitanti meneghini eluderebbero la schiera dei pigri, balzando dall’Antipurgatorio al Paradiso per menti illuminate.

È quanto emerge dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori sull’acquisto e la lettura di libri nel Comune di Milano, realizzato in collaborazione con BookCity Milano e presentato alla Cariplo Factory, nell’ambito della manifestazione milanese dedicata ai libri e ai lettori.

Questo statistica vale soprattutto per i giovani. I milanesi rientrano anche tra i principali lettori italiani di e-book e audiolibri, nonostante frequentino di più le librerie rispetto al resto d’Italia. In particolare, il 90% dei milanesi acquirenti di libri ha comprato nelle librerie fisiche almeno una volta negli ultimi dodici mesi, in Italia solo il 73%.Questa indagine è il nostro contributo alla città per un dibattito informato in vista dell’attuazione di politiche efficaci, per la promozione della lettura e del libro a Milano“, ha dichiarato il presidente di Aie (ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI), Ricardo Franco Levi. “Vorremmo che questo fosse il passo più immediato verso un Osservatorio sui consumi culturali nel Comune di Milano e dell’Area metropolitana“.
Un ausilio importante, come quello messo in campo negli ultimi anni da Fondazione Cariplo che, come ha spiegato il suo presidente, Giovanni Fosti, “Ha voluto lanciare un bando da 3 milioni di euro per sostenere la lettura, una pratica essenziale ai fini dell’inclusione sociale, culturale e quindi economica dei cittadini“.

Dunque, se è vero che una città senza libreria è un luogo senza cuore, l’auspicio per il futuro è che il cuore del popolo italiano batta all’unisono in nome di una grande, autentica certezza: la cultura!

Francesca De Grazia
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