venerdì 16 novembre 2018
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In attesa delle proposte del ministro Kyenge

2091861-kyengeSarebbe interessante sapere cosa il ministro Kyenge abbia pensato sentendo le parole di chi, in risposta alla sua intenzione di presentare un DDL sullo “ius soli”, ha esclamato “perché non proporre anche l’introduzione della poligamia congolese?”. Tralasciando l’insulsaggine di una tale esclamazione, che si inserisce nel filone delle ottuse reazioni alla nomina del ministro, quello che maggiormente sorprende è l’inadeguatezza di queste parole. Che c’entra? 

Il neo ministro per l’integrazione ha palesato la propria posizione riguardo due temi delicati ma non procrastinabili: la cittadinanza a chi nasce in Italia ed il reato di immigrazione clandestina. Il primo tema riguarda una semplice domanda: è giusto che un bambino, seppur con genitori immigrati, nato in Italia, acquisti alla nascita la cittadinanza italiana? Questione spinosa, sulla quale un governo di questo tipo può solo rischiare. Infatti le reazioni di esponenti del centrodestra non si sono fatte attendere.
Eppure gli indirizzi europei mostrano la volontà di perpetuare un tipo di società multietnica, il che rende ancor più retrograda la legislazione italiana in materia. Se poi si guarda al secondo tema affrontato dal neo ministro, il reato di clandestinità, allora le criticità aumentano. Oltre il palese contrasto con la costituzione, da molti sottolineato, si tratta di una normativa medievale più che meramente reazionaria. Il clandestino viene punito perché clandestino, per una propria condizione personale e non per una commissione od omissione penalmente rilevanti, solo perché è nato in un paese non appartenente alla zona Schengen ed ha avuto la cattiva idea di (magari per sfuggire ad una persecuzione) venire in Italia. Se commette un reato, poi, la pena è aggravata. Una norma perfettamente compatibile con un codice penale fascista (quello attuale), che sopravvive solo grazie ad una frequente attività di emendazione della corte costituzionale, se non fosse, però, che la normativa in questione è stata promulgata nel 2009. Ora è lecito chiedere: un Governo di questo tipo potrà davvero dare risposte a tutto ciò? E ancora: è possibile accumulare ulteriore, vergognoso, ritardo in tali materie?

 

Francesco Marangolo