mercoledì 23 Settembre 2020
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Hypàte in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2020

Giovedì 30 luglio, alle ore 22:30, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale Teatri di Seta e Teen Thèâtre presentano in prima nazionale Hypàte, spettacolo dedicato alla figura di Ipazia d’Alessandria, scritto e diretto da Aniello Mallardo, con Giuseppe Cerrone, Luciano Dell’Aglio, Serena Mazzei e Andrea Palladino. Lo spettacolo rientra nel programma del Napoli Teatro Festival Italia 2020

Nel V sec d.C. una donna fu assassinata. Era bella ed era una filosofa. Fu spogliata nuda e fu dilaniata con cocci aguzzi. Le furono cavati gli occhi e i resti del suo corpo furono sparsi per la città e dati alle fiamme. A fare tutto questo furono dei fanatici cristiani.

In un limbo, luogo della memoria, Ipazia, alle prese con gli studi scientifici e filosofici, desidera ripercorrere e raccontare la sua storia per non perdersi nel nulla e non permettere ad un poeta di altra epoca di rivisitare un giorno la sua vita, trascurandone la natura di carne e di ossa.

Non le resta che rappresentarsi ciclicamente nella continua dialettica con Oreste, Sinesio e Cirillo, per giungere inevitabilmente al giorno del martirio e del dolore, giorno in cui la sua vita fu brutalmente straziata. Che cosa resta allora della sua realtà? Qual è il senso del transitorio ed effimero vagare umano, di questo dibattersi continuo, affannoso, se destinato alla consunzione del tempo e alla manipolazione storica? Nella sua ineffabilità Hypàte si effonde come musica, non è più lei e non è altro da lei.

Note di regia

Nella mitologia greca, Hypàte /Ὑπάτη/ era una delle tre Muse della lira che venivano adorate a Delfi, dove si trovavano il Tempio e l’Oracolo di Apollo, inoltre designava la più alta delle tre corde su cui si articolava la scala musicale greca.

Etimologicamente, dunque, la figura di Ipazia è legata alla musica che, per sua natura, secondo Schopenhauer, non esprimerà mai il fenomeno, bensì l’essenza intima del fenomeno.

Infatti, proprio a causa della sua essenza transfenomenica e metafisica, Ipazia ha rivestito nel tempo divergenti e arbitrari significati: bandiera di laicità, espressione dell’intolleranza religiosa e dell’integralismo della chiesa, eroina protofemminista, martire della libertà di pensiero, agnello sacrificale dell’ultimo paganesimo, prima strega bruciata sul rogo dell’inquisizione ecclesiastica, simbolo della superiorità del paganesimo, allegoria della lotta contro gli integralismi secolari e infine emblema del radicale rifiuto delle fedi e delle ideologie pervasive.

Ripercorrere le sue orme, dunque, significa, innanzitutto, affrontare la dialettica tra Storia e racconto, tra l’onestà, da un lato, di rispettare filologicamente le vite umane e la necessità, dall’altro, di rielaborare artisticamente e simbolicamente gli eventi, consapevoli che qualsiasi sforzo di adesione filologica sarà inevitabilmente violato e tradito da una visione ermeneutica dei fatti […]. Chi è Ipazia? Ipazia è la necessaria trasformazione in altro che, come afferma Mario Luzi nel suo Libro di Ipazia, non è altro ma la sua profondità medesima.

Testo e regia Aniello Mallardo
Con Giuseppe Cerrone, Luciano Dell’Aglio, Serena Mazzei, Andrea Palladino
Aiuto regia e musiche originali Mario Autore
Scene Sissi Farina
Laboratorio e realizzazione scene Giovani Teatri
Costumi Anna Verde
Aiuto sarta Federica Del Gaudio
Consulente tecnico Marco Perrella
Video di scena Francesco Mucci
Fotografia di scena Giorgia Bisanti
Produzione TEEN THÈÂTRE, TEATRI DI SETA

Fabio Andreozzi

Video Reporter at Linkazzato.it & Radio OTM
Fabio Andreozzi, classe 97 è un super appassionato di fotografia e musica.

Per interviste scrivimi al +39 3779893673 oppure a fabioandreozzi@radiootm.it
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