lunedì 19 novembre 2018
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Go set a Watchman – Il ritorno di Harper Lee

1462954_10205810294727434_6899773901218102255_nDopo un silenzio di 55 anni, torna sulla scena letteraria l’usignolo di Monroeville, la scrittrice del silenzio, Nelle Harper Lee.
“Go set a Watchman”, questo il titolo del libro, uscirà a luglio e sarà stampato, inizialmente, in due milioni di copie. Scritto nel 1959 il libro avrebbe dovuto essere il prequel di “To kill a mockingbird” altrimenti noto come” Il buio oltre la siepe”: “Nella metà degli anni ’50 completai un romanzo intitolato Go Set a Watchman” – ha dichiarato la scrittrice oggi 88enne – “La protagonista è una donna adulta chiamata Scout, e pensai fosse un lavoro ben fatto. L’editore, cui piacevano i flashback nell’infanzia Scout, mi convinse a scrivere un romanzo dal punto di vista della giovane Scout”. Senza dubbio una scelta indovinata che fece del libro un capolavoro tradotto in 40 lingue, con oltre 35 milioni di copie vendute e che, tra le altre cose, le valse il premio Pulizer nel 1961.

Uscito nel 1960, il libro racconta la storia di Atticus Finch un avvocato idealista, che difende Tom Robinson, un ragazzo di colore accusato, a torto, di aver stuprato una giovane donna. La voce narrante è di una bambina, Jean Louise detta Scout, figlia dell’avvocato che insieme al fratello Jem, verrà a conoscenza di una della più grandi piaghe della storia: razzismo. Parallelamente alla disgraziata vicenda del giovane Tom, scorre quella dei due bambini e delle loro fantasie sul vicino di casa, il signor Arthur Radley (Boo), un uomo probabilmente affetto da problemi caratteriali, che non hanno mai visto in quanto vive praticamente recluso in casa e dal quale sono attratti, avendone allo stesso tempo grande paura. La vera rivelazione per quei due bambini è la scoperta che il pericolo e l’orrore, non vengono da dove avevano immaginato ma da un altrove che non conosco ancora e che ha la faccia del razzismo.

Cinquantacinque anni dopo Scout è una donna, vive a New York e torna nel paesino dell’Alabama per andare a trovare il non più forte e vigoroso Atticus Finch. Come andrà a finire? Cosa rivelerà la scrittrice “che fece il gran rifiuto” all’assordante America delle grandi speranze e delle ancora più grandi contraddizioni, in cui un nero ne è presidente ma altri vengono uccisi dalla polizia? Chi può dirlo.
Non ci rimane che aspettare di avere tra le mani il libro per ascoltare di nuovo il canto di Nelle, che dell’America aveva saputo segnare in maniera indelebile la storia e la letteratura.

silvia d'egidio

Silvia nasce in quello che considera il suo posto delle fragole: l’Abruzzo.
Sceglie liceo classico per amore della Parola e la facoltà di lettere perché quell’amore alla fine diventa un’incontenibile passione. E poi l’incontro che le cambia la vita: scopre e s’innamora di un anarchico arrabbiatissimo, Luciano Bianciardi, a cui dedica le più belle parole che abbia mai scritto.
Legge con gusto e mangia con passione, ama la comicità irriverente di Sidney Pollack, l’integrità di Tarkovskij, la straordinaria meravigliosa complessità di Gian Maria Volontè, il Montepulciano forte e sublime, il profumo della massa fatta in casa, le parole lievi di Paolo Rumiz, quelle audaci di Philip Roth, i versi senza tempo di Vinicius De Moraes, il mare in burrasca d’inverno e poi “Le suite inglesi” di Bach, la tromba di Chet Baker, l’armonia di Yann Tiersen, i mondi poetici e bellissimi di Capossela, l’acqua salata del mare e la neve la mattina appena sveglia. Ama tutto quello che la tenta ma non la corrompe.