domenica 18 novembre 2018
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FRIDA KAHLO: L’ARTISTA CHE DIPINGEVA CON IL CUORE

frida-kahlo“E’ lecito inventare verbi nuovi? Voglio regalartene uno: io ti cielo, così che le mie ali possano distendersi smisuratamente, per amarti senza confini”.

Così ragionava e scriveva allo stesso tempo, Frida Kahlo, l’artista messicana che dipingeva con il cuore, spennellando su tele spezzoni di animo, quell’animo turbato da un’esistenza infelice,  accentuata ancor di più  dall’angoscia e dal dolore, causato da due gravissimi incidenti nella sua vita, come lei stessa osava dire: il primo fu quando un tram la travolse e il secondo, ancor più forte,  fu l’incontro con Diego, con il quale ebbe un rapporto tormentato e conflittuale, seppur si amavano fin dentro alle ossa.

Lei, era molto preoccupata per la sua pittura e voleva trasformarla in qualcosa di utile per il movimento rivoluzionario comunista  che andava ben oltre quello che dipinse per anni,  ovvero l’espressione onesta di se stessa, o meglio di un cuore nobile e buono, che ne ha dovute affrontare di battaglie e che lottò con tutte le sue energie affinché potesse contribuire a “ fare la rivoluzione”: la  vera e sola ragione che le bastava per vivere;  e aveva piedi, che non poteva usare, ma che andavano oltre tutto: portandola ad immaginare verso l’infinito e oltre.

La pittrice messicana di fama internazionale ha emozionato il mondo, fino ad arrivare in Italia con i suoi dipinti, i suoi ritratti e gli autoritratti. A tal proposito, è nota la mostra in suo onore inaugurata il 19 novembre dello scorso anno che si può visitare fino al 31 marzo del 2017 presso  il Palazzo Albergati in via Saragozza numero 28, sito in Bologna . Alla medesima mostra e grazie alla Collezione Gelman si possono ammirare le minuzie dell’artista,  tra cui pagine di diari, fotografie, litografie, collage ed anche gioielli dell’arte messicana di quei tempi. Una testimonianza, a dir poco, ricca  e vasta, questa, del periodo d’oro dell’arte messicana, e cioè quella che va dagli anni venti fino ad arrivare all’apice degli anni quaranta.

Un inno alla vita, il suo, che rallegra il cuore e che conduce tutti verso la sua stessa linea di pensiero, in quanto, come lei stessa affermava, “ la vita scorre e apre sentieri che non si percorrono invano. Ma nessuno può trattenersi, liberamente a giocare su quel sentiero, perché ritarda o devia il viaggio atomico e generale”. Quel viaggio, che lei percorse con tanta forza d’animo e umiltà. La stessa,che dovremmo conoscere tutti, per essere grandi.