lunedì 17 dicembre 2018
Ultime notizie

Floating Piers: due studenti e il ponte per i migranti

Floating Piers di Christo: è stata ammirata in tutte le prospettive, in tutte le salse, nei colori smaltati di un arancio lacustre, anche in notturno, meravigliando i visitatori dell’estate sul Lago d’Iseo. L’opera ha portato 1 milione e mezzo di persone sulla passerella che ha suscitato polemiche e non poche critiche, così come alta è registrata l’affluenza strabordante che ha messo a dura prova anche la resistenza del ponte stesso, vista la decisione del prefetto di Brescia, Valerio Valenti, di chiudere il ponte alle visite notturne. Ma oggi, Floating è già passato. L’artista ha dichiarato (Skytg24) non senza una punta di malinconia che questa è il set più “spettacolare” nel quale l’artista abbia mai lavorato. Ha inoltre aggiunto che tali opere sono cimeli d’arte irrecuperabili in quanto la spazialità svanisce una volta destrutturata, non la si può rinchiudere in una stanza come si fa con un dipinto.
E c’è chi poi pensa all’adattabilità eventuale di Floating. Un ponte per 520 km di lunghezza a collegare due continenti, due nazioni – Italia e Libia – una conflittualità. Questa l’idea degli studenti del III L del Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo: si tratta di Simone Assi e Cecilia Rizzi. I ragazzi durante le lezioni hanno approfondito sia la tematica delle morti in mare, che l’opera dell’artista bulgaro, proponendo una soluzione di notevole carattere umanitario: l’utilizzo il pennellone viandante di Christo in una lunga passerella da porre a collegamento sopra il Canale di Sicilia, la Libia con l’Italia. I ragazzi hanno lavorato al progetto “Floating Bridge” su Photoshop, con la serietà di chi porta avanti un’idea che non potrà che rimanere sulla carta, almeno adesso. Ma i due si dicono soddisfatti, perché l’obiettivo era proprio questo: indurre alla riflessione. E se questo ponte immaginario sia l’inizio di un lavoro concreto di abbattimento delle barriere, culturali e fisiche, lo si vedrà in futuro. A conti fatti poi la Libia è già a un passo dall’Italia, e forse un giorno potremmo raggiungerla a piedi anche noi, quando le distanze saranno corte e le persone non moriranno più in mare.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.