Sono stati pubblicati lo scorso 4 settembre i dati Eurostat che registrano un aumento delle persone in sovrappeso o affette da obesità in tutta Europa, virtuosa l’Italia che è all’ultimo posto.

Il quadro che viene delineato è composito e segnato da differenze profonde tra paesi, ma anche a seconda del genere e delle fasce sociali, confermando un fenomeno strutturale in crescita che riguarda poco più della metà della popolazione adulta europea, sopra i diciotto anni.  

Infatti, circa il 16% degli adulti europei presenta un indice di massa corporea cd. BMI (dato dal peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza in metri) pari o superiore a 30, rientrando nella categoria dell’obesità. A questa quota si aggiunge il 35% che si classifica come pre-obeso, con un BMI compreso tra 25 e 30. Si conferma la tendenza degli ultimi anni, già nel 2019 la quota di adulti obesi era del 15%.

Malta è il paese con la prevalenza più alta di obesità con quattro volte il valore registrato in Italia (circa il 26,6%) seguono Lettonia (24,6%) e Finlandia (23,2%).

L’Italia con un tasso di obesità del 7%, segna un primato favorevole con 9,3 punti percentuali sotto la media europea. Anche se si considera la popolazione in sovrappeso, la percentuale del Bel paese si attesta al 37,7 %, al di sotto della media europea del 51,7%. Confermando il trend italiano degli ultimi anni che vede in crescita la percentuale delle persone nella fascia normopeso, che è passata dal 55,3% al 59,6%.

Anche il genere rappresenta una variabile decisiva: gli uomini risultano più frequentemente obesi (17,4 %) rispetto alle donne (15,3 %), e la forbice si amplia nella fascia della pre-obesità: il 41,9 % degli uomini contro il 29,3% delle donne.

La fotografia Eurostat del 2026 mostra un quadro complessivo critico. In occasione della Giornata mondiale dell’obesità, lo scorso 4 marzo 2026, il commissario per il Clima, Wopke Hoekstra, parlando in plenaria a Strasburgo aveva evidenziato che “più della metà degli adulti è sovrappeso, mentre il 30% della popolazione infantile è sovrappeso o obesa”. L’obesità infantile, ha ricordato Hoekstra, “porta a malattie croniche, con conseguenze socioeconomiche davvero gravi per la società e per i nostri sistemi sanitari”.

La strategia europea punta sulla prevenzione, considerata il punto di partenza imprescindibile per il futuro sanitario dell’Unione, attraverso la promozione di stili di vita sani, una maggiore informazione nutrizionale e un’attività fisica regolare.

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