venerdì 7 Maggio 2021
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E quindi uscimmo a riveder le stelle

Una ricorrenza dedicata interamente al Padre della letteratura italiana, che quest’anno ricade nell’anno del 700esimo anniversario della sua morte. Celebrazione istituita già lo scorso anno dal ministro della Cultura Dario Franceschini in una data oltremodo suggestiva: quella dell’inizio del suo viaggio allegorico della Divina Commedia.

Il motivo per cui il Dantedì si celebra il 25 marzo è legato all’inesattezza della data di nascita del Sommo Poeta: secondo gli studiosi si tratta della data in cui Dante, in compagnia di Virgilio, comincia il suo viaggio della Divina Commedia.

Lodevoli e plurime sono le iniziative organizzate per onorare una commemorazione tanto importante: per il secondo anno consecutivo, a causa del Coronavirus, molte di queste saranno virtuali ma non meno encomiabili. Tempo addietro il Ministero ha coinvolto le scuole con una serie di eventi: laboratori simulati, videogiochi, applicazioni relative alla geografia dantesca. E ancora, versi in rap, endecasillabi cantati in coro, declamazioni. Oltre alle scuole, altre strutture hanno dato vita ad incontri, letture e seminari dedicati a Dante. Tra gli eventi principali, quello della lettura del canto XXV del Paradiso da parte di Roberto Benigni, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro della Cultura, Dario Franceschini, al Salone dei Corazzieri del Quirinale; la replica dello spettacolo verrà trasmessa in prima serata su Rai 3.

Svariati progetti verranno attuati anche all’estero: a Parigi, con una lettura in lingua francese e italiana di alcuni brani tratti dalla Vita Nuova di Dante, l’Ambasciata d’Italia festeggia il Dantedì nella cornice del Teatro Siciliano della “ville lumière.

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