giovedì 15 novembre 2018
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Oggi l’ultimo saluto a Ciro Esposito, alle 16.00 le esequie

Calcio: Serie A; Napoli-CagliariSono previste per questo pomeriggio alle 16.00, le esequie di Ciro Esposito il tifoso napoletano ferito il 3 maggio all’Olimpico prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, e morto all’alba di mercoledì, dopo oltre 50 giorni  di agonia.
Il rito funebre si terrà a Napoli, nel quartiere di Scampia, dove il giovane abitava con la famiglia e per consentire a tutti di dare l’ultimo saluto al giovane prematuramente scomparso, la celebrazione a cura del pastore evangelico Alfredo Ciabatti, si terrà direttamente in Piazza Grandi Eventi.
E a giudicare dalle migliaia di persone che già ieri  hanno reso omaggio alla salma del giovane nella camera ardente, appena giunta da Roma, oggi la piazza della città sarà di certo gremita d gente.
Saranno, a turno, alcuni dei 2.500 tifosi del Napoli a portare a spalla il feretro di Ciro Esposito, secondo quanto si è appreso, gli ultras, sia della curva A che delle curva B, raggiungeranno l’Auditorium di Scampia, dove si trova il feretro di Ciro, intorno alle 15 e percorreranno circa un chilometro a piedi per raggiungere la piazza Grandi eventi dove ricordiamo alle 16, si celebreranno le esequie con rito evangelico.
E in tanto dolore muto e dignitoso per una tragedia che sfugge a ogni logica, arrivano le parole dello zio della vittima , Enzo Esposito che dice: “Mio nipote deve essere riconosciuto come eroe civile, le morti non sono mai utili, ma mi auguro che il sacrificio di mio nipote possa aiutare a voltare pagina affinché nessuna mamma romana o di un’altra città possa vivere questo dramma”.
Intanto oggi a Napoli, è stato dichiarato lutto cittadino da parte del sindaco che affida a un manifesto il suo cordoglio, ricordando Ciro Esposito come: “vittima innocente della barbarie e della sopraffazione della violenza”.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.