lunedì 18 dicembre 2017
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DA BURGER ITALY IL PRIMO TONNO DI MAIALE CAMPANO

Il primo tonno di maiale tutto campano è servito. La presentazione lunedì a Napoli nel ristopub Burger Italy alle 13. L’idea è dell’imprenditore Pietro De Matteo, che ha ricreato con il macellaio Fabio Gaudino un piatto di antica preparazione toscana, che sembra tonno sott’olio, ma è a base di carne di maiale. I macellai del Chianti custodiscono la ricetta segreta e ci sono voluti due anni di studio, di assaggi e di prove per realizzare quello campano.  La carne, dopo essere stata a lungo marinata, speziata, cotta a bassa temperatura nel vino bianco e tagliata a filetti assume consistenza, colore nocciola chiaro, delicatezza, del tutto simili al tonno. Di qui il nome “finto tonno” o “tonno di maiale”.
Nel pub di Via Santa Maria della libera, verrà presentato anche il panino “special” con tonno di maiale, accompagnato da fagioli di Controne e cipolla di tropea, condito con pepe rosa e pepe nero, salsa guacamole realizzata con avocado campano.
“Il nostro obiettivo – spiega De Matteo – è portare in tavola la qualità, accompagnata a quella sana dieta mediterranea, che i miei chef mettono in ogni panino. Mi piace ravvivare i sapori un po’ dimenticati, che a volte sono messi in ombra dalle mode oltre oceano.
La particolarità di Burger Italy è che i cibi surgelati non sono contemplati. Infatti non ci sono congelatori, ma solo frigoriferi positivi. La spesa viene fatta quotidianamente e tra le materie prime spiccano le famose uova di galline livornesi di Paolo Parisi e le alici di Menaica.
Tra i piatti gustosi: la parmigiana al vapore, a’ marenna con pane cafone farcito con i più diversi condimenti provenienti da presidi slow food, i panini “fai da te” che si possono preparare con sette pani diversi, le polpette con cacioricotta del Cilento.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.