lunedì 25 Ottobre 2021
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Basta ricordare che siamo impermanenti: una serata per omaggiare Franco Battiato

Il 18 maggio scorso dicevamo addio ad uno dei colossi della musica italiana: a ricordarlo a distanza di quattro mesi un tributo lungo una notte, per ribadire che l’arte di Franco Battiato è qualcosa destinato a restare. “Invito al viaggio“, vero e proprio evento con cinquantatré artisti alle prese con le sue canzoni, in scena all’Arena di Verona che ha intrecciato le vite di artisti uniti dalla poesia e dal racconto.

Torno sul palco”, ha dichiarato Jovanotti “Dopo due anni esatti per pochi minuti e per un’occasione importante. Insieme ai colleghi che lo hanno conosciuto e amato celebreremo Franco Battiato”.

Una lista di invitati lunghissima, introdotti sul palco dalle letture di Umberto Broccoli. “I veri viaggiatori sono quelli che partono per partire, cuori leggeri che non si allontanano mai dal proprio destino, uomini che, senza sapere perché, ogni volta riprendono il viaggio. Questi sono i viaggiatori di Baudelaire che Franco ha sicuramente presente quando immagina le note di questa canzone“, queste le parole di Broccoli.
Accompagnati dall’orchestra, sotto i riflettori dell’Arena, passano in tanti, quasi “Tutti”, a cominciare da Arisa che ha aperto la serata, fino ai Subsonica.

Abbiamo cercato di rappresentare il repertorio di Franco nella sua ampiezza, con estratti dalle opere liriche, dai film, dalla parte più sperimentale e ardita degli anni Settanta. Poi c’è il pop, che naturalmente la fa da padrone. Abbiamo stilato una lista di canzoni e poi pensato a quali interpreti sarebbero stati adatti, canzone per canzone”, ha dichiarato il manager di Battiato nonché organizzatore dell’evento. Presente anche Caterina Caselli che ha ricordato l’amico e collega Battiato. “Nella scaletta di questa serata c’è Franco nei suoi molteplici linguaggi musicali e non. C’è tutta la sua fantasia e tutta la sua creatività. C’è la grande emozione, anche solo nel guardare gli ospiti presenti e l’attenzione messa nella scelta”.
C’è rispetto ed attenzione per quello che esprimeva Franco. Nel mezzo, tutti o quasi i periodi della storia musicale di Battiato, istrionica, differente: Morgan sulle note diCome un cammello in una grondaia“, Emma con “L’animale“, Cristicchi con “Lode all’inviolato“. Poi, un susseguirsi di note e parole con Paola Turci, Gianni Morandi e Mahmood.

“La prima volta che ascoltai Franco Battiato mi trovavo in macchina con degli amici, eravamo diretti verso una spiaggia. La sua musica è stata capace di rapirmi e non smetterò mai di ringraziarlo per tutto il bello che ci ha lasciato e per il modo limpido in cui ci ha raccontato le sue storie. Il Maestro è e sarà per sempre per me la stella polare della musica italiana”, ha affermato Mahmood.

Dalla Sicilia alla Sicilia, Carmen Consoli ha portato in Arena il suo tributo a Battiato sulle note di Tutto l’universo obbedisce“, mentre Jovanotti ha proposto “L’era del cinghiale bianco“. E poi ancora Angelo Branduardi (“Il Re del mondo“, Max Gazzè (“Un’altra vita“) e, naturalmente, Alice con tre brani (“Io chi sono“, “Prospettiva Nevski” e “La cura“). I Bluvertigo si sono esibiti con “Shock in my Town“. “Se dovessimo definire Battiato le parole che verrebbero in mente sono “Gentile’ e ‘Speciale”. Sarà un caso che unendole viene fuori “Geniale’?”. ha dichiarato la band.
Tra i tanti che non sono voluti mancare, Fiorella Mannoia, i Baustelle, Giovanni Caccamo, Colapesce e Dimartino, Gianna Nannini, e numerosi altri. Tutti, per una sera, nel segno di Battiato.

“Cerco un centro di gravità permanente“, recita una delle più belle canzoni del maestro siciliano. Eppure, c’è chi come lui resterà impermanente.

Francesca De Grazia
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