lunedì 12 novembre 2018
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“Balconica”: un buon motivo per affacciarsi in Cilento

balconica, affacciati sulla musicaSabato 11 ottobre, il paese di Futani, nel Cilento, sarà animato da arte, teatro e musica sui pianerottoli delle abitazioni private. L’idea di “Balconica, affacciati sulla musica” è questa. Il centro del paese si trasformerà in un teatro a cielo aperto con la concezione dei balconi, intesi come confine simbolo e intermedio tra l’esistenza pubblica e la vita privata. Saranno occupati, questi ultimi, dalle performance dei venti artisti che hanno aderito all’iniziativa. Le esibizioni saranno di venti minuti e dislocate su diverse piattaforme abitative del paese per dar luogo a una continuità pubblica, privata ma soprattutto condivisa. Una festa pensata per i cittadini di Futani che dovranno essere i protagonisti indiscussi dell’evento. A loro è data la possibilità di potersi esibire, anche in estemporanea e la responsabilità di addobbare i balconi dove avranno luogo le esibizioni di Balconica.
Tra gli artisti che hanno aderito all’iniziativa: Martino Adriani, Bam/ bottega artistico musicale, Maria Dori Calabrese, Vittorio Capozzi&Domenica Carrara, Francesco Di Nola, Biancarosa Di Ruocco, Giuseppe Galato, Induè, Angelo Loia&Sergio Scavariello, Propaganda.Moio SocialBluesClub, Radio Frankenstein, Nicola Ruggiero, Pietro Ruocco Dj, Silvia Scarpa, Terence Slaughter, Tarantella Express&Graziano Tambasco, Vico’Sound Music Club. Tante le sfumature artistiche offerte: dai monologhi alle performance teatrali, dalla musica alla poesia musicata, il rock vivo, il tutto servito dalla voglia di un piccolo centro con poco più di 1300 abitanti di essere personaggio principale e indiscusso.

Antonio Tarallo

Classe 1988, studente a tempo indeterminato. Amante della poesia e della narrativa. Studioso di lingua italiana e appassionato del processo storico sull’evoluzione della Lingua e dei dialetti d’Italia.
Vincitore di decine di concorsi letterari su tutto il territorio nazionale e presente in diverse antologie di poesia e narrativa contemporanea.
Sognava di diventare uno dei due, indifferentemente, tra Woodward e Bernstein ma poi si è ricordato che in Italia non c’era alcun presidente Nixon.