giovedì 15 novembre 2018
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Amministrative: flop M5S e rivincita PD? Ma per favore…

113707252-a1d42b26-ec1c-417f-a7e3-cb52cc1e7986Cosa ha caratterizzato i giorni seguenti le amministrative? Di certo gli inopportuni giudizi su: “crollo dei Cinque Stelle” e “rivincita del PD”, che denotano una scarsezza di giudizio e una miopia politica in quanto non è comparabile ad un voto nazionale il risultato delle amministrative, dove conta principalmente il candidato singolo; il voto è per la persona, i vincitori conquistano più voti  del principale partito della coalizione (vedi Serracchiani prima e Marino dopo). Inoltre nel caso del PD vince sempre chi è contro la linea del partito, chi è visto come outsider, chi critica apertamente scelte ambigue. Si aggiunga che alle Amministrative si vota per chi ispira fiducia o chi (il caso di sindaci uscenti) ha governato bene: in tutti questi casi poco importa il partito di appartenza del candidato e l’elettorato di Sinistra, rimasto sconvolto e frastornato dalla scelta delle larghe intese che magari alle nazionali cambierà il voto, questa volta ha guardato alle singole personalità.

In tutto questo il M5S non c’entra. Grillo era consapevole che, eccetto il caso isolato di Parma che ha rappresentato l’inizio, e dove Pizzarotti davvero appariva come rottura, questa volta la partita andava giocata diversamente: il risultato è stato, quindi, una campagna elettorale volontariamente sottotono da parte di Grillo,  il quale oltre a spostarsi meno (anche per motivi di tempo) tra le varie città interessate, ha usato toni e contenuti, durante i comizi, che sono stati ripetitivi di quelli adoperati pochi mesi prima durante lo Tsunami tour. Una consapevolezza, quella di doversi concentrare più sulla questione nazionale, tralasciando (inutili?) sforzi per le amministrative; Probabilmente ci si aspettava un risultato differente, con almeno qualche ballottaggio, e questo lo dimostrano le reazioni pessime dei Cinque Stelle: “è colpa dei media”, “siamo soddisfatti”, “non c’è stato un calo”. Ovvero nessuna ammissione della sconfitta. Allo stesso tempo è però azzardato e incoerente parlare di vittoria del PD (il PDL è stato disastroso ed i media hanno evitato di parlarne) vista l’emorragia elettorale del Partito Democratico che si salva solo grazie a qualche buon sindaco che ha amministrato bene e a qualche personalità nuova e convincente che si è proposta. “Vinciamo nonostante il PD”, ha detto la Serracchiani.

 Francesco Marangolo