giovedì 17 Giugno 2021
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A scuola si ma non Cosi’

Jacopo Parrella 18 anni è uno dei quattro rappresentanti d’Istituto degli studenti del liceo Umberto I di Napoli.
⁃ Jacopo abbiamo saputo che per domani è previsto uno sciopero da parte vostra per protestare contro l’attuale pianificazione dell’orario scolastico a seguito del rientro in presenza. Ci spieghi un po’ le ragioni della vostra protesta?
In realtà in qualità di rappresentanti d’Istituto abbiamo cercato di sedare gli animi dei tantissimi studenti che già da lunedì avrebbero voluto scioperare. Le ragioni sono legate al fatto che, dopo la sentenza del Tar che ha stabilito l’obbligatorietà del rientro a scuola in presenza per almeno il 50% degli studenti, anche la nostra scuola aveva pianificato il rientro con una calendarizzazione che prevedeva per le classi di entrare al 100%, sebbene a giorni alterni ed in orari scaglionati. A questa disposizione avevamo aderito, come studenti l’avevamo approvata. Se nonché poi e’ intervenuta la raccomandazione da parte del governatore della Regione Campania che, nonostante non fosse vincolante, ha fatto cambiare tutte le carte in tavola e questo a tre giorni dal rientro.
⁃ E come è stato modificato il piano per il rientro?
⁃ È stato modificato nuovamente l’orario e si è stabilito che tutte le classi sarebbero entrate al 50% mentre il restante degli allievi avrebbe seguito le lezioni da casa in modalità a distanza In sincrono. Anche se a noi i conti non tornano e ci risulta che il monte ore garantito in presenza sia ridotto al 25% tanto che alcuni allievi sono andati a scuola in presenza 1 sola volta rimanendo in dad per il resto delle ore e dei giorni.
⁃ E così è iniziata l’avventura della didattica mista, com’è andata?
⁃ A nostro parere la didattica mista non è didattica, l’abbiamo detto forte anche oggi in Consiglio.
In che senso non è didattica?
In primis si è rilevato subito un grandissimo problema di connessione che costringe insegnanti ed alunni ad utilizzare tutti i modi possibili per cercare di supportare gli alunni da casa, i quali non solo subiscono il fatto di essere a distanza, ma sono praticamene impossibilitati ad ascoltare le lezioni.
⁃ Gli insegnanti cosa dicono di questa cosa?
Gli Insegnanti sono disperati come noi perché vivono questo disagio in molti. Alcuni di loro stanno addirittura rinunciando a svolgere la lezione in sincrono, prevedendo di ripeterla agli alunni che saranno poi presenti quando è il loro turno.
E i ragazzi da casa che dicono?
La loro situazione è duplicemente insostenibile in quanto restano indietro e non possono nemmeno partecipare al processo di integrazione e di socializzazione della classe.
⁃ In che senso?
⁃ Vi faccio l’esempio mio che sono in quinto liceo e quindi dovrò sostenere l’esame di Stato quest’anno. La maggior parte delle ore dovrebbero essere trascorse nel confronto continuo tra insegnanti e alunni. E poi pensiamo anche ai ragazzi delle prime che non sono di fatto mai entrati in contatto con la nuova realtà del liceo. Sono anni delicati ma la verità è che nessuno dovrebbe vivere la disorganizzazione che stiamo vivendo noi.
⁃ Oggi quindi c’è stato il collegio di istituto. Siete soddisfatti di quanto è stato deciso, ma soprattutto c’è stato un reale confronto tra le rappresentanze degli studenti, dei genitori, e della scuola?
In realtà la nostra proposta di proseguire con l’orario di settembre non è stata presa in considerazione né dal Preside, né dal corpo docenti e nemmeno dai genitori, nonostante almeno all’inizio questi ultimi sembrava mostrassero solidarietà a questo disastro della didattica mista. Diciamo che non c’è stata una totale chiusura ma neppure apertura.
Alla fine abbiamo dato voto contrario alla proposta del consiglio che è stata quella di proseguire per almeno 15 giorni con questo stato dell’arte.
⁃ E quindi cosa pensate?
Per noi sono 15 giorni persi, che si aggiungono ad un anno fatto esclusivamente di didattica a distanza che poco o nulla ha aggiunto alle nostre competenze.
⁃ La scuola quindi per voi è presenza?
⁃ Soprattutto presenza. Abbiamo accettato di malgrado la didattica distanza, che ci avevano promesso essere legata alla fase emergenziale. Poi abbiamo visto che nel resto d’Italia in tantissimi hanno ripreso le attività in presenza, tranne che nella nostra regione. Poi quando abbiamo visto la possibilità di rientrare sebbene alternando la presenza con la DAD, sebbene scaglionati, sebbene con le turnazioni, sebbene distanziati, sebbene con le mascherine, sebbene con le finestre spalancate in pieno inverno eravamo comunque felici perché ricominciavamo a vivere la nostra scuola.
⁃ Non pensate sia pericoloso adesso rientrare a scuola con questi contagi in aumento?
⁃ Sia chiaro noi non siamo incoscienti, io per primo ho mio padre in prima linea a combattere contro il Covid all’Ospedale Cutugno di Napoli, ma riteniamo che il nostro diritto allo studio debba ricevere la stessa tutela del diritto alla salute.
⁃ E quindi lo sciopero di oggi, come vi siete organizzati?
Sarà uno sciopero in tutta sicurezza abbiamo già fatto la lista dei partecipanti, calcolato i distanziamenti imposto a tutti i partecipanti l’uso delle mascherine. È un nostro diritto e quindi lo eserciteremo.
⁃ Allora in bocca al lupo ragazzi, per tutto.

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