Roma, 1° ottobre 2026 – Si è svolta ieri, 30 settembre, alle ore 16.30, presso la Sala Teatro della Casa di Reclusione di Rebibbia, la presentazione del libro «Viva il Re! Viva la Repubblica!», di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, edito da Mondadori. L’incontro, organizzato nell’anno dell’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale e della nascita della Repubblica italiana, ha offerto un’occasione di riflessione sulla memoria storica, sui valori costituzionali e sulla partecipazione democratica.
L’iniziativa è stata promossa nell’ambito delle attività della Consigliera di fiducia del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise, volte al benessere del personale, alla diffusione della cultura dell’etica e alla valorizzazione delle pari opportunità.
In apertura hanno portato i saluti istituzionali il Provveditore regionale Giacinto Siciliano e la Direttrice della Casa di Reclusione di Rebibbia, Maria Donata Iannantuono. È stato inoltre letto l’indirizzo di saluto di Augusto Zaccariello, Direttore generale delle specialità del Corpo di Polizia penitenziaria.
Tra i relatori è intervenuta Marina Finiti, Presidente del Tribunale di Sorveglianza. Il confronto ha visto gli interventi di Vincenzo Nunziata, Vice Avvocato generale dello Stato e Presidente ADR, e degli autori Alfonso Celotto, professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università Roma Tre, e Giulia Guerrini, avvocato e autrice del volume.
A moderare l’incontro è stata Maria Luisa Tattoli, dirigente di Polizia penitenziaria e Consigliera di fiducia.
Dopo la proiezione di un video introduttivo, il dialogo ha ripercorso il referendum del 2 giugno 1946, intrecciando la storia delle istituzioni con le esperienze personali di chi partecipò al voto e approfondendo i delicati passaggi giuridici e istituzionali che accompagnarono la nascita della Repubblica.
Le testimonianze di circa centocinquanta persone ultracentenarie raccolte nel libro hanno restituito le speranze, i dubbi e le emozioni di una generazione chiamata a decidere il futuro del Paese. Particolare attenzione è stata dedicata alla partecipazione delle donne e al significato del voto come conquista di autonomia, dignità e riconoscimento nella vita pubblica. Il richiamo al capitolo «Senza rossetto» ha consentito di approfondire, attraverso un dettaglio della memoria, la portata storica e umana di quel cambiamento.
La scelta di ospitare la presentazione in un istituto penitenziario ha dato particolare significato al confronto sui diritti, sulla responsabilità e sulla cittadinanza. La cultura e la conoscenza si confermano strumenti preziosi per costruire occasioni di dialogo e rafforzare la consapevolezza dei valori che fondano la convivenza democratica.
Un ringraziamento è stato rivolto a Libera Cesino per il patrocinio dell’associazione Libera dalla Violenza e per l’impegno a tutela delle vittime di molestie e violenze sessuali. Al termine dei lavori è seguito un momento conviviale presso il Circolo del personale dell’Amministrazione penitenziaria, offerto dall’Ente di assistenza, con il ringraziamento al gestore Roberto Graziani e al segretario dell’Ente Simone Mestichella per la collaborazione.
A conclusione dell’incontro, due detenuti della Casa di Reclusione di Rebibbia hanno eseguito l’Inno d’Italia, offrendo un momento di intensa emozione che ha suggellato una giornata interessante, carica di significato ed emozionante.
