In attesa della fine dei lavori di restauro, il Real Albergo dei Poveri torna e riapre al pubblico. Dal 6 ottobre il patio, l’auditorium e la terrazza, restituita per qualche giorno alla città, ospitano performance gratuite dedicate ai temi dell’accoglienza, delle diaspore e delle migrazioni per mare.

È l’avvio della prima parte del cartellone e, insieme, il debutto della seconda edizione dei laboratori civici e culturali permanenti di Futuro Quotidiano. Il programma, ideato dalla direttrice artistica Laura Valente, organizzato dal Comune di Napoli e finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli, animerà stabilmente l’Albergo dei Poveri nei mesi successivi.

 

6 OTTOBRE — TERRAZZA, ORE 20

FAME

regia e drammaturgia Armando Punzo

Site specific per RAP

ispirato a Fame di Knut Hamsun

con Paul Cocian

e con Andrea Salvadori (pianoforte, chitarre, elettronica)

musica e disegno sonoro Andrea Salvadori

scene Alessandro Marzetti, Emanuela Dall’Aglio, Armando Punzo

costumi Emanuela Dall’Aglio

disegno luci Andrea Berselli

 

Produzione Carte Blanche ETS – Compagnia della Fortezza / Fondazione Teatro della Toscana

con il sostegno di MiC, Regione Toscana, Comune di Volterra, Ministero della Giustizia – Casa di Reclusione di Volterra, ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra

 

Ad aprire gli appuntamenti è Fame, ispirato al romanzo di Knut Hamsun. È la storia di un giovane scrittore divorato da una fame che non è del corpo ma dello spirito: il bisogno assoluto di essere fino in fondo artefice di sé stesso, prima ancora che artista per gli altri. Non è una storia autobiografica, ma il racconto universale di chi non si arrende alla paura di vivere. Lo spettacolo è adattato per il Real Albergo dei Poveri e, per la prima volta, Punzo affida il ruolo di protagonista a Paul Cocian, suo stretto collaboratore da sei anni.

Con Fame Armando Punzo, uno dei maestri del teatro italiano, torna nella sua Napoli dopo tredici anni. Nato a Cercola nel 1959, si è formato nel teatro di strada napoletano prima di trasferirsi a Volterra. Lì, nel 1988, ha fondato la Compagnia della Fortezza con i detenuti del carcere, al tempo l’unico progetto di teatro in carcere e l’inizio di un nuovo modo di fare teatro. Da oltre trent’anni la guida con un lavoro quotidiano che gli è valso sei premi Ubu, tra cui quelli per Marat-Sade, I Pescecani e la regia di Alice nel paese delle meraviglie. Ha diretto il Festival Volterra Teatro e ha portato il suo metodo in Europa, in Nord Africa e in Medio Oriente, lavorando sempre anche con non professionisti. Il suo sogno dichiarato è trasformare il carcere da luogo di pena a istituto di cultura.

7 OTTOBRE — TERRAZZA, ORE 20

E PER LORO

Suite per schiavottelli, elettronica e mandoloncello

Site specific per RAP

VOLTO SOUND

Gianni Valentino, voce recitante, ricerche antologiche ed elaborazioni poetiche

Lello Tramma, elettronica e chitarra

Michele Signore, loop, violino e mandoloncello

 

E per loro è un progetto poetico-musicale ideato, scritto e interpretato dal poeta e performer Gianni Valentino, con i musicisti e compositori Lello Tramma e Michele Signore. Nasce tra gli scaffali secolari dell’Archivio storico del Banco di Napoli, dove Valentino ha ritrovato le tracce della tratta di schiavi attiva tra Napoli e Istanbul nel Seicento.

Da quei documenti notarili, fiscali e contabili nascono quattordici poemetti originali in italiano e napoletano, i quattordici movimenti di una suite. La suite restituisce voce a cristiani e musulmani costretti alla prigionia e a rinnegare fede e identità per il potere del denaro di padroni ed élite. Sono bambini, madri, uomini, corpi perduti in un Purgatorio che abbraccia Napoli, Costantinopoli, Algeri e Positano. I titoli, da “Musa” a “Neapolis: Istanbul”, da “Caravaggio” a “Mormora Marmara”, raccontano maternità, abusi, ferite e detenzioni. Il violino e il mandoloncello di Signore e la chitarra elettronica di Tramma accompagnano la voce di Valentino tra ritmi popolari ed elettronici, sonorità mediterranee e mediorientali, ballad, sirtaki, ambient oscura e marce funebri.

Ne esce uno spettacolo che è insieme concerto recitato, installazione e teatro-poesia, e che riporta alla luce una Napoli dimenticata: la città delle moschee clandestine intorno al porto, degli schiavi turchi al lavoro per la Reggia di Caserta, delle segrete del Maschio Angioino. In un presente in cui i confini sono martirio e il dialogo tra religioni sembra una rissa continua, lo spettacolo cerca soccorso nel mare. E ricorda che una passeggiata lungo via Toledo è anche l’invisibile crocifissione dei popoli di mare.

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