Dopo anni di dibattito sull’utilizzo delle piattaforme social da parte dei minori, il 15 aprile 2026, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato la nuova “app di verifica dell’età”, che sarà presto disponibile per i cittadini.
Si tratta di uno strumento open source, gratuito e accessibile, che consente di dimostrare la propria età attraverso un documento di identità o passaporto – senza rivelare altri dati personali – prima di accedere a qualsiasi piattaforma online. Il modello è già stato sperimentato in occasione del Covid Digital Certificate: l’app è compatibile con qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet e computer) e il codice è pubblico.
La misura si inserisce in un più ampio dibattito che sta avvenendo in Europa: la Francia, ad esempio, ha esteso il divieto totale di uso degli smartphone già in vigore nelle elementari e medie anche ai licei. La Spagna sta valutando una norma nazionale che impedisca l’uso dei telefoni durante l’intera giornata scolastica, mentre la Danimarca ha avviato una sperimentazione che prevede armadietti sigillati all’ingresso degli istituti. In Italia, il dibattito è tornato centrale dopo che alcune regioni hanno introdotto linee guida più rigide, chiedendo al governo un intervento uniforme.
Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2024, il 36% degli adolescenti in Europa, Asia centrale e Canada mantiene un contatto costante tramite i social media. L’11% presenta un uso problematico delle piattaforme, con percentuali più alte tra le ragazze (13%) rispetto ai ragazzi (9%).
Un sondaggio europeo del 2025 conferma la crescente preoccupazione: oltre l’80 % dei genitori ritiene che gli smartphone interferiscano con l’apprendimento e la socialità dei figli. Il 72 % degli insegnanti segnala un peggioramento dell’attenzione in classe, mentre quasi la metà dei dirigenti scolastici denuncia un aumento dei conflitti legati all’uso dei dispositivi.
La Commissione mette quindi a disposizione l’app di verifica dell’età come strumento per aiutare gli Stati membri nell’accesso sicuro alle piattaforme.
«Internet deve essere un posto sicuro per i nostri figli – ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – un posto in cui possono imparare, crescere e connettersi».
