domenica 18 novembre 2018
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Un pomeriggio di cultura e legalità : “Io, speriamo che me la sono cavata ” di E. Russo

Per vedere realizzati i propri sogni bisogna lottare. Molto spesso quando questi si allontanano molto da quelle che sono le nostre reali possibilità, bisogna lottare anche più del dovuto. La storia è ricca di personaggi che sono riusciti a raggiungere obiettivi importanti partendo da zero poiché spinti da una grande forza morale e mossi principalmente, da grandi motivazioni.

Ma quando si tratta di sogni più semplici che dovrebbero essere più o meno alla portata di tutti gli onesti cittadini, gli sforzi dovrebbero essere quantomeno minori in proporzione al risultato che si vuole raggiungere. Ernesto Russo sognava di aprire una concessionaria di automobili nel centro di Volla, comune dove risiede dal 1968, e per ottenere ciò ha seguito tutte le prassi burocratiche opportune. Ha prima acquistato un terreno a via Petrarca a Volla per poi accertarsi tramite ufficio tecnico del comune, che lo stesso fosse terreno edificabile.libro1

Da qui inizia quello che mai si sarebbe aspettato e cioè una vera e propria odissea. Dopo l’iniziale concessione di permessi, gli viene comunicato dallo stesso ufficio tecnico, che la zona è sì edificabile, ma solo da parte delle cooperative. Ernesto non ci stà, dapprima vince il ricorso al Tar, ma successivamente il comune riesce a ribaltare la sentenza. Intanto stranamente nella stessa zona, l’ufficio tecnico dell’Ente continua a rilasciare permessi solo a grandi costruttori e palazzinari della zona. Le lotte di Ernesto proseguono fino ad arrivare alle sue dimissioni da cittadino italiano rimettendo la sua carta d’identità nonché tessera elettorale nelle mani del Presidente della Repubblica mandando il tutto per conoscenza al Prefetto come massima autorità presente sul territorio, ma  senza ottenere nessun risultato.
Ernesto ha voluto raccontare la sua storia e mettere tutto nero su bianco. Si è scoperto scrittore di livello grazie, come lui stesso sostiene, a quel pugno nello stomaco inteso come metafora di quel calvario che lo ha investito nel corso di dieci anni. Nell’arco dei quali ha scritto diverse lettere al sindaco, ha sostenuto vari processi e via discorrendo.
La casa editrice Spring Edizioni di Caserta gli ha dato questa opportunità. Ed ecco il momento della pubblicazione del libro “Io, speriamo che me la sono cavata”parafrasando il famoso libro di Marcello D’Orta del 1990.
Un’opera importante, di inchiesta, che racconta un ennesimo caso di mala amministrazione pubblica a danno di onesti cittadini a sfondo camorristico. Un libro di denuncia quindi, arricchito dall’intervento di Don Luigi Merola, presidente e fondatore della Fondazione ” ‘A voce d’e creature”. E. Russo intende  sostenere la fondazione del prete anti-camorra che si adopera per il recupero dei bambini di strada.
Il libro sarà presentato per la prima volta a Volla domenica 3 aprile alle ore 16.30 presso l’Istituto Comprensivo San G. Bosco di Via Rossi, saranno presenti oltre all’autore, Don  Luigi Merola, Giandomenico Lepore già Procuratore capo di Napoli, Dario Vassallo della Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore e Tonino Scala politico, blogger, editorialista e scrittore. Ci saranno anche dagli interventi musicali a cura del maestro Ciro Palella e degli allievi della scuola  San Giovanni Bosco di Volla.