venerdì 10 Maggio 2019
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Yoga, il monaco Dada Krsnananda spiega: conduce all’amore incondizionato

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Lo yoga aiuta a trovare la pace, distrugge i dispiaceri e conduce al Bahkti, l’amore incondizionato. Il monaco entra e apre la conferenza con il consueto saluto Namaskar, che apre il cuore e la mente alla divinità che è dentro di noi. L’incontro si è tenuto ieri, alle ore 20,00 presso la libreria “Punto e a capo” di Sulmona (AQ).

Egli poi ha illustrato i passaggi nel suo tono pacato, in un messaggio,12016450_601157776689298_1648649012_n
grazie al quale ha spiegato l’importanza della meditazione nella vita di tutti i giorni.

Il monaco, che tiene conferenze ed incontri di meditazione, sarà presente anche al Festival dello yoga che si terrà nelle giornate del 25/26/27 settembre presso il Grand Hotel Adriatico di Montesilvano (PE).

Tra i presenti persone di tutte le età, in maggioranza donne, veterane o nuove possibili adepte, incuriosite da questa antica disciplina e dai testi sacri che hanno permesso di conoscerla in Europa e in Occidente. Durante la conferenza spiega come i tre momenti dello yoga siano fondamentali ma al tempo stesso sia necessario svincolarsi da ognuno di essi. Il senso di esso è riassunto in tre passaggi:

Karma, che vuol dire “azione” e deve essere indirizzato a compiere il bene altrui, privo di egoismo, altrimenti è autoreferenziale. Isolarsi e agire, quindi, non è efficace se non per sé. Il Karma è diretto a elargire i suoi benefici anche agli altri.

Jinana (pronuncia Ghiana) è la “conoscenza”, il sapere espresso dai grandi maestri come Shiva, che deve essere seguito dall’azione, altrimenti disperde la sua energia.

“Qui ci sono tanti libri, in essi è la conoscenza” sottolinea il maestro, “ma questa conoscenza non ha valore se non è seguita da una pratica continua, quotidiana, e spesso tendiamo a dimenticare le cose, le nozioni apprese, se non le mettiamo subito in atto”.

Bhakti che il maestro Dada paragona al sale, il condimento senza il quale nulla ha sapore e coincide con “devozione”. Questo concetto in Occidente è tradotto come dedizione, attenzione alle cose, mentre nello yoga e in genere in Oriente è concepito come un amore incondizionato verso le persone, gli animali, le cose, il mondo intero. Per arrivare alla devozione è necessario evitare anche molti comportamenti sbagliati, come arrabbiarsi con gli altri a dismisura, alzare la voce, essere schivi, prevenuti o presuntuosi.

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Lo yoga, che il maestro traduce come riconnettersi al vero io, nascosto all’interno di noi, porta l’uomo a trovare il Dio. “Nello yoga” continua il monaco, “non esiste nulla di sovrannaturale, ogni cosa è operata dalla forza della mente, che l’uomo utilizza al minimo delle sue capacità”. Il Dio è dentro lo spirito dell’uomo, e con lo yoga, tramite la meditazione o la conoscenza dei testi sacri, è possibile individuarlo in ogni essere umano.

Conclude la conferenza con un’osservazione semplice ma chiara: “Ogni goccia – apparentemente insignificante – che cade dal cielo poi confluisce nel mare ha la sua importanza, il suo valore nel mondo”.

Lo yoga permette dunque di cogliere il Dio che è nel mondo, e grazie alla meditazione l’energia umana, troppo frequentemente inutilizzata o incanalata in attività futili. Solo così tutti potranno trovare la pace, dentro di sé e intorno. Alla conferenza, seguiranno altri appuntamenti, in cui si approfondirà la conoscenza di questa pratica nata in India, che oggi riscuote molto successo in Occidente.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.