martedì 13 Aprile 2021
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Caro fitti al Vomero: la crisi continua

cessata attività«Il processo involutivo del commercio va arrestato per sconfessare la desertizzazione urbana che sta interessando varie zone di Napoli», queste le parole del Presidente del Centro Commerciale Vomero-Arenella e delegato provinciale di Confimprese Italia, Enzo Perrotta, riportate dal quotidiano Il Mattino di Napoli, lo scorso novembre. La questione, difatti, non è nuova: sono anni, mesi che si parla del caro fitti della zona Vomero, in Napoli. In quel periodo si contavano 132 esercizi commerciali con saracinesche abbassate e costretti, dunque, a chiudere definitivamente o a traslocare. Ne sono degli esempi le Librerie Guida Merliani e Loffredo, di cui Linkazzato.it ha precedentemente trattato. Oggi si parla di 600 locali a rischio sfratto entro il 2014.
Nel frattempo i consiglieri dell’esecutivo nazionale dei Verdi, Peppe Russo e Francesco Emilio Borrelli, hanno dato notizia che Pd e Verdi si sono attivati per preparare una legge regionale che tuteli marchi e locali storici della Campania.  Mesi fa si affrontò anche il problema del riciclaggio del denaro e lo stesso Perrotta, in un’intervista telefonica, rilasciata a Campania Su Web, dichiarò: «i negozi sfitti sono un’autostrada per il riciclaggio di denaro sporco», quindi, un’opportunità, posta su un vassoio d’argento, per criminali e camorristi.  La preghiera, a questo punto, è quella che i proprietari di immobili decidano di abbassare i prezzi per evitare che il Vomero diventi “una lavanderia di denaro sporco”, come lo definì Mario Coppeto, Presidente della V Municipalità.
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