venerdì 16 novembre 2018
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Primato italiano: è Venezia il “leader” delle strutture alberghiere europee

foto articolo turismo venezia

Venezia. Foto: ttgitalia.com

Primato tutto italiano in tema di strutture alberghiere: Venezia con i suoi complessi turistici si piazza al primo posto in Europa, schiacciando tutti gli avversari, grazie ad un netto 96% di gradimento. Ottimo risultato anche per Firenze che si colloca al secondo gradino del “podio” insieme a Londra con il 95%, seguite dal 94% di Taormina, Barcellona, Parigi e Vienna. La Capitale invece conquista il quarto posto con il 93% di gradimento, insieme a Berlino ed Amsterdam. E’ quanto registrato da un’analisi di “Trust You”, standard indipendente, utilizzato già ampiamente in Europa, che si basa sullo “studio” delle recensioni presenti sui siti specializzati e dei commenti espressi sui social network da oltre 2.8 milioni di turisti, misurando così la stima ed il credito on line di oltre 3.000 strutture alberghiere italiane. A sottolinearlo è il presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi (Aica) Giorgio Palmucci, in occasione dell’assemblea annuale, il quale ha dichiarato in proposito: “Per raggiungere buoni risultati è necessaria un’azione forte di ‘promozione Paese’ capace di intercettare nuovi flussi turistici dall’estero. La promozione su base regionale ha evidenziato in questi anni dei limiti oggettivi, legati all’ovvia impossibilità dei mercati internazionali di riconoscere le identità locali. Dobbiamo lavorare nella cornice di un marchio Italia forte, un catalizzatore per valorizzare le tante realtà del nostro Paese”. Infine tra le altre città italiane e non che si collocano tra le prime dieci posizioni della prestigiosa classifica si ritrovano: Milano con il 91% al quinto posto insieme ad Amburgo e Madrid, al sesto con l’89% appaiono Bologna, Napoli e Torino accompagnate da Mosca ed infine all’ottavo ed ultimo posto con l’88% di gradimento c’è Francoforte. Una lista che finalmente consegna al nostro Paese un po’ di luce e prestigio che sembravano destinati all’oblio.

 

Bruna Di Matteo