mercoledì 14 novembre 2018
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Usi e costumi: In Emilia Romagna più ex fumatori, Lazio più dipendenti

L’Emilia Romagna risulta essere la regione con la quota maggiore di persone che hanno dato un taglio al vizio del fumo: ha scelto di abbandonare per sempre le sigarette una quota pari al 27,3% della popolazione dell’intera regione di 14 anni e oltre (23,4% il valore italiano). Al contrario del Lazio, che invece viene promossa come la regione più istruita d’Italia, che vanta la migliore percentuale di individui con livello di istruzione elevato ma si distingue in negativo, anche quest’anno, per il pericoloso primato legato al fumo.

Regioni più e meno virtuose, una fotografia precisa quella che scatta ogni anno il Rapporto Osservasalute, giunto alla decima edizione e presentato stamani al Policlinico Gemelli di Roma. E ancora: il Lazio presenta (anno 2011) una quota di non fumatori pari al 48,8% della popolazione regionale di 14 anni e oltre, la percentuale minore in Italia (media nazionale 52,7%); nella regione fuma il 27,2% della popolazione di 14 anni e più, a fronte di un valore medio del 22,3%. Il Lazio ha infine una quota di persone che hanno smesso di fumare del 22,6% (23,4% valore italiano).

Se la Liguria è la Regione dove si registrano più incidenti stradali, con una media d’incidentalità stradale (2008-2010) pari a 5,94 per 1000, contro una media italiana di 3,58, la Campania registra un doppio primato. Infatti risulta essere la regione dove si consumano meno alcolici con una quota (2010) di non consumatori pari al 40,9%, la percentuale più elevata in Italia a fronte di un valore medio nazionale del 32,7%. I consumatori sono il 58,3% – percentuale minore in Italia, a fronte di un valore medio nazionale del 65,7%. Ma in negativo si segnala che la Campania resta la regione dove ci si dedica meno alle attività sportive: appena il 13,1% della popolazione dai 3 anni in su lo pratica in modo continuativo.

La percentuale più bassa in Italia, contro un valore medio italiano di 21,9%. Bene la Sardegna per il consumo di frutta e verdura, la più virtuosa dello Stivale, mentre la Sicilia vanta il record di mamme giovanissime. Qui il 16,3% dei nuovi nati è messo al mondo da donne con un età inferire a 25 anni e il 5,1% da donne over-40. In negativo, invece, si segnala che la Sicilia è la regione dove si attua un consumo di farmaci più elevato: nel 2011 il consumo territoriale di farmaci a carico del SSN (espresso in termini di “DDD/1.000 ab die”, cioè come numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti), è stato di 1.086 DDD/1.000 ab die, a fronte di un valore medio nazionale di 963.

 

 

Vincenzo Nigri