sabato 25 Settembre 2021
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Un sogno ad occhi aperti: Euridice Axen incanta il pubblico con il monologo sulla figura della Regina Maria Cristina di Savoia

Il teatro nella sua funzione più alta, quella di restituire al pubblico radunato nel giardino dei Principi del Real Bosco di Capodimonte, una pagina di storia che ruota attorno la breve ma intensa vita di Maria Cristina di Savoia, la “Santarella” così il popolo napoletano la aveva affettuosamente soprannominata.

Nell’ambito del Campania Teatro Festival per la regia di Pierluigi Razzano va in scena “Il sogno reale. I Borbone di napoli – Euridice Axen in Agata e la Regina” per il ciclo Il Sogno Reale, un progetto di Ruggero Cappuccio a cura di Marco Perillo, dedicato alle meraviglie dell’epoca borbonica.

Come una ninfa venuta dal bosco, la talentuosa attrice Euridice Axen incanta il pubblico con un monologo in cui rievoca l’incontro tra Agata, figlia di un grande artigiano di porcellane con cui vive nel Casino della Capraia del Real Bosco di Capodimonte e la regina Maria Cristina.

Siamo nella Napoli borbonica del 1836 ed Agata è stata trovata con oro e gioielli in fila al Monte di Pietà e accusata di essere una ladra, viene condotta nel carcere della Vicaria.

Ph: Giusva Cennamo

Dalla sua cella umida e fredda, Agata ripercorre il suo incontro con la Regina, figura misteriosa e benevola, profondamente religiosa e sempre dalla parte del popolo da cui è stata molto amata.

Un suggestivo viaggio nella storia, in un’epoca remota ma di cui la città di Napoli porta ancora ragguardevoli segni, a partire dal noto Viale Maria Cristina di Savoia, strada intitolata alla Regina che è stata beatificata nel 2014 nella Basilica di Santa Chiara, per proseguire poi con quel filo invisibile ma ben saldo che ancora lega i Napoletani ai grandi Monarchi che hanno instaurato un rapporto intimo con il popolo da sempre bisognoso di una figura guida.

Una prova non facile per l’attrice di origine svedese che però si misura con grande professionalità con il ruolo che è richiamata a ricoprire e strappa più di un applauso al pubblico presente avvolto dalla frescura del Bosco e che per un’ora è trasportato con emozione in un’epoca passata ma ancora presente.

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