mercoledì 14 novembre 2018
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Firenze, alla Galleria degli Uffizi in mostra i dipinti più antichi

foto articolo uffizi

Galleria degli Uffizi. Fonte: ansa.it

Per gli amanti della cultura, è in procinto una preziosa opportunità: la bella Firenze presenterà una mostra per far conoscere al pubblico i dipinti più antichi ospitati nella Galleria degli Uffizi, risalenti a prima del 1300 e recentemente restaurati. L’esposizione è patrocinata dall’associazione “Amici degli Uffizi” e si terrà dal 20 al 29 marzo nell’aula di San Pier Scheraggio. Nella prestigiosa “vetrina”sarà possibile ammirare le Maestà di Giotto, Cimabue e Duccio da Boninsegna, ma in particolare la mostra esibirà il restauro di tre dipinti su tavola tra i più antichi degli Uffizi: due croci dipinte ed un dittico della metà del Duecento.
La prima croce dipinta (Croce 432), capolavoro appartenente alla cultura pisana della metà del XII secolo, è ritenuta di considerevole importanza dagli studiosi per gli sviluppi della pittura medievale in Italia. L’opera propone un’ampia gamma di riferimenti stilistici nell’ambito dell’intensa circolazione culturale di quel periodo nel bacino del Mediterraneo: dalla miniatura siro-armena, alle icone del Monte Sinai, fino ai mosaici siciliani ed al soffitto ligneo dipinto della Cappella Palatina di Palermo, frutto di artisti musulmani. La seconda croce dipinta (Croce 434) è un baluardo della pittura fiorentina della metà del Duecento, conferita al Maestro della Croce 434 personalità culturale lucchese, che influì sul giovane pittore Coppo di Marcovaldo, precursore di Cimabue. Ed infine la terza opera è un dittico della metà del Duecento attribuito a Bonaventura Berlinghieri e raffigurante la Madonna col Bambino e santi e la Crocifissione. L’intervento condotto da Manola Bernini ha permesso il miglioramento della leggibilità per una tavola che fu sottoposta a un interessante operazione di aggiornamento stilistico-culturale nei volti della Madonna e del Bambino da parte di un artista identificabile probabilmente con Deodato Orlandi. Nomi importanti, occasione da non perdere, intrisa di arte allo stato puro.

 

Bruna Di Matteo