domenica 19 Maggio 2019
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Ucraina: “La Russia ci ha dichiarato guerra”

putin

Ciò che si è temuto per giorni sta accadendo: la Russia sta invadendo l’Ucraina.
Parafrasando il Presidente Putin, la Russia sta solo “accogliendo una richiesta” di aiuto fatta dal premier filorusso delle Repubblica autonoma della Crimea affinchè si mantenga – come chiede appunto Sergei Aksyonov – la pace e la calma. Dal Mar Nero, dove è di stanza la flotta russa, Putin e i suoi si sono spostati quindi a Simferopoli e Belbek.
La pace e la calma? Con quasi 2000 parà arrivati a gruppi di 150 su 13 elicotteri? Con decine di aerei che da giorni invadono lo spazio aereo ucraino? Con uomini armati, non si sa se solo filorussi o proprio truppe regolari di Mosca, che presidiano i 2 più importanti aeroporti della zona? con i cosacchi che scavano trincee?
L’invasione, come grida Kiev, è ad un passo e l’esercito ucraino è in stato di allerta. Dalla televisione pochi giorni fa il presidente ad interim Oleksandr Turcinov – subentrato al destituito e iper-accusato Yanukovich – ha accusato apertamente Putin e il suo Parlamento di voler provocare il conflitto. Davanti alle telecamere Turcinov ha chiesto alla Russia di fermare immediatamente la sua aggressione in Crimea e di ritirare i suoi militari definendo questa un’“aggressione non dissimulata” utile ad “annettere poi il territorio”. Quello che sta compiendo la Russa, secondo il Premier, è una palese violazione del trattato russo- ucraino del 1997 che impone alla flotta sovietica di restare confinata nel porto di Sebastopoli nel Mar Nero. Secondo Turcinov quello che sta facendo Putin è l’esatta replica di ciò che accadde in Georgia nel 2008 ossia il cosiddetto piano “Abkhazia” , dal nome della zona georgiana contesa appunto dalla Russia. Questo piano prevedrebbe una reazione armata dell’Ucraina così da consentire a Mosca di annettere la Crimea al suo già esteso territorio. E’ di ieri invece la dichiarazione in inglese – per rivolgersi a tutti – dell’attuale presidente Arseny Iatseniuk “Siamo sull’orlo del disastro, è allerta rossa. Questa non è una minaccia, è di fatto una dichiarazione di guerra al mio Paese”.
Dure quindi le parole del governo ucraino a cui si uniscono quelle di Barack Obama. Il presidente statunitense ha da subito parlato di “violazione dell’integrità territoriale” e che “sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso”oltre che “una chiara violazione dell’impegno russo al rispetto dell’indipendenza, della sovranità e delle frontiere dell’Ucraina, delle leggi internazionali”. Nonostante i continui contatti tra le due amministrazioni la Casa Bianca mostra ufficialmente, tramite dichiarazioni, oltre che di Obama, anche del segretario di Stato John Kerry e del vice presidente Biden preoccupazione “dalle informazioni di movimenti di militari della Federazione Russa in Ucraina”. Dagli Stati Uniti anche la minaccia a non partecipare al prossimo G8 in programma a Giugno a Sochi in Russia (location anche delle appena terminate Olimpiadi invernali).
Se l’Ucraina internamente risulta debole e impotente rispetto all’armata russa e alle espresse volontà delle autorità della Crimea – tanto che addirittura il capo della Marina ucraina Denis Berezovski ha giurato fedeltà alle istituzioni locali filosovietiche – può almeno contare a livello mediatico su una massiccia levata di scudi contro Putin e la sua aggressione di uomini e mezzi oltre confine. Tutti gli organi internazionali, Unione Europea, Onu , Nato ed in ultimo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) denunciano le gravi violazioni.
Nel frattempo si rifà vivo anche l’ex Presidente Yanukovich. Questi, durante una conferenza stampa tenuta nel sud della Russia parla dell’accaduto sottolineando la necessità che la Crimea rimanga “parte integrante dell’Ucraina pur mantenendo i legami con la Russia” e che quello che sta accadendo è “una reazione naturale a un colpo di stato attuato da banditi” rimarcando quindi che la sua destituzione è illegittima quanto il Parlamento ed il neo Presidente.
Le uniche dichiarazioni di Putin sono state, al telefono con i maggiori capi di stato europei, di invito alla calma per evitare “un’ulteriore esclation della violenza”. Appunto, ulteriore.
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