domenica 18 Aprile 2021
Ultime notizie

Sassano: travolti e uccisi mentre erano seduti al bar, due delle vittime erano i figli del titolare

20140928_fo3Quattro anime si sono spente ieri sera verso le ore 17:00 a Silla, frazione di Sassano in provincia di Salerno, a causa di un’auto completamente impazzita, di calibro pesante, una Bmw nera guidata dal conducente 22 enne Gianni Paciello che si è schiantata nella vetrina di un bar, di fianco alla carreggiata. L’unica colpa delle vittime è stata quella di sorseggiare il loro drink seduti al tavolino del bar che è stato travolto dall’auto a velocità elevatissima. La vettura, dalle prime ricostruzioni, sembra abbia sbandato e sia finita contro la rotatoria per poi catapultarsi contro la vetrina prendendo in pieno il tavolo del bar. Tra le vittime i due figli del titolare dell’attività, Nicola e Giovanni Femminella, rispettivamente di 22 e 16 anni, e anche il fratello del conducente, di soli 15 anni che si trovava nella stessa vettura.
Dalle prime dinamiche è il risultato del test alcolemico a incastrare immediatamente Paciello, il quale è risultato con un tasso alcolico tre volte superiore alla media, ora è in arresto  con una rottura del femore e rischia di essere incriminato per omicidio volontario plurimo. Già due anni prima lo stesso Paciello era stato protagonista di un altro incidente in cui non era lui a guidare l’auto, ma perse la vita un altro giovane del luogo. Una tragedia che ha messo in ginocchio la comunità e i familiari delle vittime, per non parlare del padre dei due ragazzi uccisi, che ha visto morire tra le sue braccia i propri figli ed è stato colto da un malore.
Una fatalità imprevedibile, colpa ancora una volta dell’abuso dell’alcol e dell’alta velocità che troppo spesso fa impazzire questi ragazzini. Lutto cittadino sarà proclamato dal sindaco della Frazione di Sassano, Silla, in occasione dei prossimi funerali. Gli amici delle vittime restano sconvolti dall’accaduto e tra i primi commenti che si sentono tra i conoscenti, sembra che Paciello amasse l’alta velocità ed era sua consuetudine correre per le strade della città; la tragedia si sentiva nell’aria, non si sapeva quando sarebbe accaduta, ma ci si preoccupava che potesse qualche volta succedere qualcosa di brutto. A quanto pare quel giorno non si è fatto, purtroppo, attendere.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: