domenica 18 novembre 2018
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Svizzera, Tubercolosi bovina: mandrie sterminate

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Tubercolosi bovina. Foto: primapaginaitaliana.it

Lufficio cantonale di veterinaria friburghese ha ordinato l’abbattimento della mandria in cui all’inizio di marzo era stato scoperto un caso di tubercolosi bovina. Con gli accertamenti sistematici, svolti in seguito in Svizzera, è stato infatti riscontrato un alto grado di contagio, ha sottolineato in una nota l’Ufficio federale di veterinaria (Ufv). Fino ad oggi non è stata rilevato alcun caso di tubercolosi nelle persone che si sono occupate degli animali all’interno delle aziende contaminate, nel Cantone di Vaud e due nel Cantone di Friburgo. Tutti gli animali risultati positivi sono stati abbattuti e le loro carcasse eliminate. Le aziende invece sono state poste sotto sequestro e per quelle con produzione lattiera è stato decretato un blocco della fornitura di latte. Per precauzione, il bestiame di tutte le aziende venute a contatto con capi delle cinque fattorie contaminate sarà ora sistematicamente sottoposto al test della tubercolina.
Le analisi, che hanno lo scopo di conservare alla Svizzera la qualifica di “Paese indenne da tubercolosi”, richiederanno “un certo tempo”.  Secondo l’UFV, è difficile riconoscere la tubercolosi bovina, poiché la malattia si sviluppa lentamente e con sintomi spesso aspecifici. Un elemento fondamentale della sorveglianza di questa malattia è il controllo delle carni effettuato al macello. In casi sospetti, la malattia può essere rilevata con il test cutaneo. La procedura è retta dall’ordinanza sulle epizoozie. L’essere umano può contrarre l’infezione consumando latte crudo o tramite il contatto diretto con un animale infetto. Tuttavia “il rischio è minimo”. Finora tutte le analisi condotte sul personale delle aziende contaminate hanno avuto esito negativo. Il consumo di alimenti prodotti con latte pastorizzato o con latte lavorato ad alte temperature e il consumo di prodotti del latte soggetti a un processo di maturazione, quali i formaggi a pasta dura e semidura, non comportano alcun rischio, afferma l’UFV.

 

Bruna Di Matteo