lunedì 19 novembre 2018
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Travaglio a Napoli presenta il nuovo libro: Napolitano come Re Sole. Guarda l’Intervista

Marco Travaglio contro il Presidente Napolitano

Marco Travaglio contro il Presidente Napolitano

Sala gremita di inkazzati quella di ieri allo store Feltrinelli Libri e Musica di Napoli.
Decine e decine di persone protese ad ascoltare quanto aveva da dire Marco Travaglio sul Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, indiscusso attore protagonista del suo nuovo libro “Viva il Re”.
Il giornalista e vice direttore de Il Fatto Quotidiano ha salutato i presenti con un ironico “siamo qui per celebrare il vostro illustre concittadino” ed il ghiaccio si è rotto.
“Viva il Re” presenta il Presidente Napolitano come un monarca settecentesco simil Re sole che tutto può e tutto deve, un intoccabile, una figura da venerare e incensare tanto che ogni possibile critica è intesa come “lesa maestà”.
Caso unico al mondo, oltre che nella storia della nostra repubblica, Napolitano è da sempre – nonostante i fatti lo inseriscano in contesti non proprio limpidi – considerato dalla classe politica oltre che dai media come un’entità non criticabile, un santino da reliquiare e sotto cui accendere un cero; Napolitano salvatore della patria che si immola per spirito di sacrificio per salvare la nazione che versa in un preoccupante stato di emergenza politica oltre che economica e sociale. Da Gronchi in poi, passando addirittura per i Papi, tutti hanno subito critiche. Ma lui no, Napolitano NO.
Prima di entrare nel vivo della presentazione e spiegare senza indugio e con dovizia di particolari il perchè il Presidente Napolitano – come recita il sottotitolo del libro – ha trovato una Repubblica e l’ha resa monarchia, Travaglio ha fatto leggere alla brava attrice Rosaria De Cicco lo scambio di lettere tra il Presidente e la giornalista Barbara Spinelli e la conseguente intervista tra quest’ultima e Travaglio. Motivo del contendere tra i due era un articolo pubblicato dalla Spinelli in cui veniva duramente criticato il Presidente e che a quest’ultimo proprio non doveva esser piaciuto.
Ma questo è solo uno degli episodi che Travaglio cita e descrive a suffragio della sua tesi.
Il Re Napolitano secondo Travaglio ha più volte – senza che la Corte Costituzionale su cui ha ben 2 volte giurato lo permettesse – messo il becco in situazioni, compromettendole, bloccandole sul nascere o deviandole modificando di fatto il corso degli eventi. Casi eclatanti sono le sue dichiarazioni sui toni politici da adottare, sulle larghe intese, sulle vicende giudiziarie che coinvolgevano particolari esponenti politici o del mondo bancario o giudiziario (su tutti il caso De Magistris a Catanzaro) fino alle sue concessioni di grazia e la sua rielezione a Presidente alla veneranda età di 88 anni.
Sotto la voce “stato di necessità” – che Travaglio definisce solo una leggenda metropolitana sotto cui si inseriscono gli ultimi 3 anni di storia politica e legislativa italiana – il due volte presidente Napolitano ha agito molto spesso fuori dal recinto costituzionale. Anzi – situazione che Travaglio ha spesso ribadito durante l’incontro – immediatamente dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione, Napolitano a Camere riunite in fase di discorso di insediamento ha fortemente richiesto ai partiti presenti di riformarla. Ma come…ci aveva appena giurato??
Dure, durissime le parole del giornalista nel descrivere quanto compiuto da Napolitano durante i suoi mandati. “Un mandato che dura 14 anni non è un mandato repubblicano ma un mandato monarchico; un diritto divino”. Ed ancora “Napolitano è l’ultimo garante degli equilibri marci che hanno retto la storia d’Italia, un paravento sporco”.
Problema ancora più grave di questo, sottolinea Travaglio, è tutta la pantomima che gli gira attorno: la Boldrini che si erge a Madonna Pellegrina, i giornalisti asserviti alle richieste del Colle, tutti i parlamentari che prescindendo dallo schieramento politico difendono a spada tratta questa figura istituzionale e mitologica assieme, metà Presidente e metà divinità pagana.
Tutto questo culto per la persona-Napolitano è un caso eccezionale che ha destabilizzato anche all’estero ma che soprattutto non fa bene al nostro paese. ” Se più giornalisti, più politici, più opinion leader – sottolinea Travaglio – avessero fatto più critiche, Napolitano avrebbe sbagliato meno”. E giù applausi.
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Guarda le interviste a Marco Travaglio e Rosaria De Cicco