lunedì 17 Febbraio 2020
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Traces: al limite del tempo e dello spazio

Tracce. E’ con una traccia che si apre lo spettacolo “Traces” dell’olandese Wim Vandekeybus con la sua nuovissima produzione in prima assoluta per l’Italia.

Un segno bianco sul palco, dipinto a mano da uno dei 12 ballerini che si sono esibiti sul palco del Bellini, un segno che è un confine, una traccia, un limite.

C’è forse un limite alle gesta dell’uomo? Se questo limite c’è, ha l’ineluttabilità della forza della natura contro cui l’uomo è destinato a soccombere.

Istinto animale versus istinto umano. Quanto c’è dell’uno nell’altro e viceversa? Questa la domanda a cui prova a rispondere il regista con un esercito di corpi instancabili, elastici, duttili, forti e delicati al tempo stesso.

I dodici ballerini della compagnia “Ultima Vez” ci conducono nell’avamposto della foresta vergine della Romania dove accampati tra baracche e rottami sopravvivono e con loro le ultime tracce di un’umanità perduta.

Tutto sembra perso ma forse qualcosa resiste, una traccia sbiadita di un sentimento di appartenenza.

Corpi che si respingono e si attraggono come poli opposti, positivo e negativo, Yin e Yang.

Allora tanto vale lasciarsi andare, fidarsi, come fa una delle bravissime ballerine in un momento emblematico dello spettacolo: quello in cui si lancia tra le braccia dell’uomo che è davanti a lei e che apre gli occhi giusto in tempo per accoglierla tra le sue braccia.

Intanto il palco vibra di un’energia fortissima, in una danza contemporanea con accenni al tango e alla Contact Improvisation.

Una babele di corpi e lingue, una danza di anime che si mettono a nudo metaforicamente e letteralmente.

“Traces”

coreografia Wim Vandekeybus

con compagnia Ultima Vez

musica Trixie Whitley e Marc Ribot

produzione Ultima Vez

con il supporto di Taz Shelter measure of the Belgian Federal Government, Casa Kafka Pictures Tax Shelter empowered by Belfius. The Flemish Authorities e the Flemish Community Commission of the Brussels Capital Region in co–produzione con Concertebouw Bruges, KVS Brussels e Europalia Romania

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.

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