lunedì 19 novembre 2018
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Terza puntata di Sanremo: saranno saliti gli ascolti?

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Partiamo dalla fine della puntata. E’ pronta la prima classifica provvisoria dei big: al primo posto– ma con quella camicia nera un pò sbottonata pensavate di no? – c’è Francesco Renga, seconda Arisa e terzo posto a Renzo Rubino. Alle ultime posizioni invece stazionano Giuliano Palma, Ron e Frankie Hi-nrg.
Ovviamente come da tradizione il pubblico in sala rumoreggia; i buuuu più forti si sono sentiti soprattutto per Noemi che resta relegata al momento nella parte bassa della classifica ma tanto, come ha detto Fazio qualcosa come 157 volte, la classifica è provvisoria e pesa solo per il 25% dei voti finali.
La serata, lunga lungaaaaa, animata a tratti da qualche canzone più ritmata, ha visto protagonista per la prima volta la Littizzetto in ciò che le riesce meglio ossia i monologhi. Un pippotto, sacrosanto e pienamente condivisibile, ma comunque un pippotto stratosferico di circa 15 minuti sul tema focale della kermesse ovvero la bellezza; utilizzando tutti i sinomini e le figure retoriche presenti nella lingua italiana la Lucianina nazionale ha giustamente descritto situazioni di para-normalità che celano molta più bellezza di, ad esempio, due “bocce di pesci rossi” , utilizzando proprio uno dei paragoni usati da lei durante la serata.
Sul palco si sono succeduti tutti i 14 Big in gara a riproporre la canzone selezionata col primo televoto. Gli intermezzi tra un blocco musicale e l’altro ieri sera sono stati, a onor del vero, di notevole caratura. Si è iniziato coll’omaggio al compianto Maestro Claudio Abbado per continuare con Renzo Arbore e tutta l’orchestra, l’astronauta Luca Parmitano per concludere, purtroppo solo dopo la mezzanotte, con Damien Rice.
Renzo Arbore, super big italiano ospite è stato il naturale proseguimento del fil rouge parallelo a quello della bellezza (di cui sopra) che sta caratterizzando il Festival ossia “nostalgia, nostalgia canaglia”. Dopo la Raffaella Carrà e le gemelle Kessler arriva Renzo Arbore con tutto il carrozzone. Sono triste perchè Don Lurio non c’è più e al momento era proprio la naturale evoluzione del parterre ospiti.
Però di Arbore si può solo che dire bene. Grandissimo maestro della “contro televisione” tiene il palco come pochi ed è forse l’unico che ancora parla bene, se non addirittura benissimo, di Napoli e della napoletanità in televisione. La Littizzetto dopo lo scivolone sulle Camel di contrabbando con il pallanuotista Perez , ieri sera alla presentazione del titolo della canzone di Rocco Hunt sembrava troppo fintamente impacciata nel pronunciarlo neanche se fosse “Lo cunto de li cunti” col dialetto napoletano del 1600.
Piccola nota glamour sulle cantanti donna in gara. Eliminando Antonella Ruggiero che ha indossato ieri un abito essenzialmente identico a quello della prima serata bisogna spendere due parole su Arisa, Noemi e Giusy Ferreri. La Ferreri è sempre stata “aggressive” e il fatto che la veste – egregiamente – Roberto Cavalli denota ancora di più questo mood da panterona; peccato che essendo alta quanto un mattoncino della Lego debba indossare trampoli più adatti al Circo Medrano che al Teatro Ariston. Arisa invece veste dei divini abiti di Jil Sander; peccato che sono arrivate in Liguria solo le taglie del campionario per cui fanno tutti, nonostante la panciera contenitiva, costantemente difetto sulla pancia. Ultima, ma solo per sottolineare il disastro in atto, è Noemi. Vabbè che ti veste Gattinoni ma non c’è nessuno del tuo staff che fa presente allo stilista che i tuoi fianchi non sono adatti a indossare un abito con le ruches laterali e le macro cuciture?
Chissà lo share (che si pronuncia proprio come Cher, la cantante di If I Could Turn Back Time col body vedo non vedo in mezzo ai marinai americani) di questa terza serata. La precedente proprio bene non è andata; colpa della Champions in chiaro oltre che su Sky? Chissà. Ma se il motivo è il calcio, dear Fazio, sappi che ieri a Napoli non ti ha visto nessuno!!!!
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