venerdì 22 Ottobre 2021
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Terremoto e tsunami in Cile, la paura è passata

CHILE EARTHQUAKE

In Cile la grande paura è ormai alle spalle e piano piano si sta ritornando alla normalità. La normalità e la quotidianietà spezzata due sere fa alle 20:46 ora locale – 1:46 di notte in Italia – quando il paese del Sud America è stato protagonista di una lunga e violenta scossa di terremoto di magnitudo 8.2
L’epicentro è stato rilevato a 95 kilometri a nordovest di Iquique nella regione di Tarapacà mentre l’ipocentro a circa 20 kilometri di profondità. Vista la poco profondità la scossa è stata nettamente avvertita oltre che dalla popolazione di tutto il Cile anche dalle regioni limitrofe della Bolivia, del Perù o nella provincia argentina di Mendoza.
Ad accompagnare il terremoto c’è stato l’innalzamento ad oltre 2 metri delle onde dell’oceano. Lo tsunami si è abbattuto sulla costa settentrionale del paese nella località di Pisagua a 1800 chilometri circa dalla capitale Santiago. Fortunatamente l’allarme tsunami nella giornata di ieri è rientrato così come per il Perù e l’Ecuador e l’allerta per la Colombia, Panama e Costa Rica, così fa sapere il Centro Allerta Tsunami del Pacifico (Ptwc) ed il Responsabile della Protezione Civile, Ricardo Toro.
Nonostante l’inevitabile panico creatosi al seguito dell’allarme e della necessaria evacuazione da tutte le abitazioni lungo gli oltre 3 mila chilometri di costa, la popolazione ha risposto bene all’emergenza.terremoto_cile
Domani raggiungerà le zone colpite la Presidente del Cile Michelle Bachelet; nonostante la dichiarazione dello stato di emergenza nelle regioni settentrionali di Arica, Parinacota e Tarapaca, la Presidente ha espresso soddisfazione per come si sono svolte le concitate ore: «Il Cile ha affrontato bene questa prima fase dell’emergenza – ha detto la Bachelet -. L’allerta tsunami è stata data con prontezza» .
Al momento la situazione sembra essere tornata alla normalità; nonostante alcune frane e la mancanza di corrente elettrica in alcune zone, la viabilità stradale e aerea è tornata operativa, riferisce il responsabile della protezione civile Toro, mentre si deve ancora «valutare la decisione di chiudere le scuole» come riferisce il Ministro dell’Interno Rodrigo Penailisso.

La tempestiva evacuazione dalle zone colpite ha permesso che il numero dei morti e dei feriti si limitasse; sono infatti stati accertati solo 6 decessi – quasi tutti per infarto – e alcuni feriti non gravi.
Unico neo alla vicenda è stata l’evasione di 300 detenute del carcere femminile di Iquique; 26 di loro sono state comunque già ri-assicurate alla giustizia. Non sono invece stati registrati saccheggi nelle case evacuate.
Nelle prossime ore a seguito di ulteriori sopralluoghi le autorità cilene valuteranno altri eventuali danni a cose o persone. A breve anche il Giappone comunicherà se lanciare o meno l’allerta sullo tsunami che potrebbe raggiungere le sue coste.
Il Cile è un paese non nuovo a forti spostamenti tellurici. L’ultimo è del 2010, quando una scossa di magnitudo 8.8 scatenò uno tsunami che distrusse 200 mila case e uccise oltre 500 persone. Anche il più dannoso e potente terremoto mai registrato al mondo è accaduto in Cile: nel 1960 una scossa di magnitudo 9.5 uccise più di 5000 persone.
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