In tavola antiche varietà di prodotti a km zero, che raccontano il Sud
Torzella, cece sultano e fagiolo a formella. Nei piatti del nuovo menù della Taverna La Riggiola di Napoli spiccano antiche varietà con prodotti a km zero, che raccontano il territorio. Un progetto che unisce radici e contemporaneità, guidato dallo chef Marco Montella, coadiuvato dall’imprenditore Pietro Micillo e sostenuto dall’energia di una nuova brigata di cucina a cui si aggiungono Manel Mendez e il pasticcere Luca Schiattarella. In sala Fabio Di Costanzo e Wendy Nieva. Al centro della proposta, una ricerca attenta sulle materie prime: ortaggi e legumi di stagione provenienti dall’azienda di Micillo, raritá campane e non solo. Tra queste, la torzella, antico cavolo napoletano dal gusto deciso, il cece sultano, di origini mediorientali, coltivato da secoli nel Meridione, raro e delicato, e i tradizionali fagioli a formella, presidio di biodiversità e simbolo della cultura contadina campana. Il nuovo menù si sviluppa in un equilibrato dialogo tra piatti di terra e di mare. I primi esaltano la rusticità elegante delle materie prime vegetali, lavorate con tecnica contemporanea per preservarne identità e sapore. I secondi, preparati con pescato locale fresco, selezionato secondo disponibilità stagionale, raccontano invece il legame tra Napoli e il suo golfo, attraverso preparazioni essenziali e raffinate. La mano dello chef Montella si distingue per rigore, sensibilità e rispetto della tradizione, reinterpretata con leggerezza e precisione. Fondamentale il contributo di Pietro Micillo, che accompagna questo percorso con una visione imprenditoriale orientata alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Grande attenzione è riservata anche ai dessert, tra le novità in carta c’è il “pasticciotto”, omaggio alla tradizione dolciaria del sud, affiancato da una selezione di sorbetti originali e rinfrescanti: al mandarino, alla feijoa al sedano e finocchio.
