venerdì 16 novembre 2018
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Tutto sul Verona, la neopromossa che sogna l’Europa

Foto : Calcionewstime.com

Ad inizio stagione neanche il più ottimista tra i tifosi del Verona si sarebbe aspettato di vedere la propria squadra del cuore stazionare al quinto posto in classifica dopo 7 giornate di campionato, dove gli scaligeri hanno conquistato 13 punti, frutto delle vittorie contro Milan, Livorno,Sassuolo e Bologna e del pareggio in casa del Torino. Difatti le uniche due sconfitte subite dai gialloblu sono arrivate in trasferta  per mano di Roma e Juventus, due delle tre favorite per il titolo, mentre in casa il Verona ha ottenuto 3 vittorie su 3 e nella prossima giornata cercherà di conquistare la quarta a scapito del Parma. Nonostante questi risultati sono ancora in molti a sostenere che il momentaneo exploit del Verona sia dovuto soprattutto ad un calendario favorevole, dimenticando che gli scaligeri hanno affrontato, come già evidenziato in precedenza, Milan, Roma e Juve. In realtà l’origine dei successi degli scaligeri risiede nella sapiente conduzione organizzativa del direttore sportivo Sean Sogliano che non ha commesso il solito e madornale errore di stravolgere la rosa che aveva appena guadagnato la promozione in A,  puntellando la squadra, dove ce n’era realmente il bisogno, tramite gli acquisti di Toni, Rubin, Donati, Cirigliano , Jankovic, Sala, Longo e il gioiellino Iturbe. 
Dei nuovi acquisti, però,  solo Toni, Donati e in parte Iturbe , dato che l’argentino ha giocato finora soltanto due partite da titolare,  possono essere considerati titolari inamovibili. Quindi le sorti del Verona restano comunque tra le mani del portiere Rafael ed i piedi di Moras, Cacciatore, Hallfredsson e del talentino Jorginho, giocatori che non stanno risentendo minimamente dell’impatto causato dal cambio di categoria. Insomma il Verona è la dimostrazione che, se le cose vengono fatte con calma e intelligenza,  il doppio salto dalla C1 alla A non deve per forza portare alla retrocessione e ad inanellare una serie infinita di brutte figure, come è avvenuto per Novara e Pescara. D’altronde le buone idee valgono più di un portafoglio pieno.

 

Luigi Testa