martedì 2 Giugno 2020
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STU BAGNOLIFUTURA: IL TRIBUNALE DICHIARA IL FALLIMENTO

BAgnoli_futura_occupazione_1_672-458_resizeNata il 24 aprile 2002, dopo il voto in consiglio comunale di una delibera di giunta specifica del febbraio precedente, cui si erano aggiunte anche quelle della Regione Campania e della Provincia di Napoli, la societa’ STU (Società di trasformazione urbana) Bagnolifutura era totalmente pubblica (90% quote Comune Napoli, 7,5% Regione, 2,5% Provincia) e aveva in dotazione 7 ettari di suoli ceduti dal Comune e stimati 52 milioni di euro. Nonostante queste ottimistiche premesse ieri dopo 12 anni il tribunale di Napoli, sezione fallimentare, ha dichiarato fallita la societa’ dopo una istanza di Fintecna per un credito vantato di 59 milioni di euro avanzata a gennaio scorso. La Stu avrebbe dovuto riconvertire l’immensa area nel quartiere di Bagnoli dove nel 1991 l’Italsider smise di produrre acciaio. “Dopo anni di incertezze e sacrifici da parte dei lavoratori, oggi il Tribunale di Napoli ha dichiarato il fallimento della di Bagnolifutura spa, anticipando le lentezze della politica e ponendo fine alla lunga agonia della società”. Questa la nota di Bagnolifutura. “Tale decisione – aggiungono – senza un tempestivo intervento da parte del socio di maggioranza, ossia il Comune di Napoli, automaticamente comporterà l’inevitabile licenziamento dei 50 dipendenti”. Sono state scritte mirabolanti gesta che la società doveva ottemperare dalla costruzione di parchi, alberghi, turtle point. Già con i sigilli della magistratura di circa un anno erano ulteriormente rallentate le pratiche ma ora è stato tutto bloccato inesorabilmente dalla fallimentare nonostante i 50 milioni di euro stanziati dal governo per la bonifica del territorio compresa nel progetto di riqualificazione dell’area. Bonifica su cui è aperta appunto un’inchiesta della Procura partenopea che vede indagati 21 ex dirigenti della società (tra cui due ex vicesindaci: Sabatino Santangelo, presidente della Bagnolifutura fino al 2006, e Rocco Papa, al vertice dal 2006 al 2010) e l’ex direttore generale del ministero dell’Ambiente. L’accusa è di disastro ambientale. Oggi sit in dei dipendenti della società davanti la sede del Comune di Napoli.

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