lunedì 19 novembre 2018
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Strage di gatti neri: Più di 35mila mici uccisi per farne pellicce e per scopi esoterici

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I gatti neri. Foto: libero.it

Fin dall’antichità il gatto nero è stato sempre “perseguitato” e considerato, dai superstiziosi, come un animale portatore di sventure, come l’incarnazione del male, come il compagno diabolico di streghe malvagie. Ed ancora oggi c’è chi, vedendolo, inscena una serie di improbabili riti scaramantici. Ma la vera sfortuna invece è proprio dei felini in questione, che purtroppo devono fare i conti con la cattiveria umana: solo in Italia, nel 2012, più di 35mila gatti neri sono stati barbaramente uccisi per compiere riti esoterici ma soprattutto per farne pellicce. Gli agghiaccianti dati sono stati resi noti dall’ Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) che ha riferito come i poveri felini scuri vengono allevati, rapiti ed uccisi allo scopo di utilizzarne il pelo per produrre costose pellicce illegali, colli ed interni per giubbotti e guanti. E se scampano a tale scempio, le vite dei mici sono messe a repentaglio dai satanisti dato che “Molto spesso questi animali vengono rapiti direttamente nelle colonie, specialmente in quelle che si trovano in prossimità dei cimiteri dove vengono spesso poi sacrificati in riti esoterici e messe nere fai da te”.
Una strage, questa, che nello specifico coinvolge circa 5mila-6mila gatti ammazzati, dagli oltre 800 gruppi satanici presenti nel Paese, durante i riti satanico-esoterici, i plenilunio e nella notte di Halloween. Spaventosi sono dunque anche i numeri legati alle comunità sataniche presenti in Italia che contano almeno 600mila seguaci, dei quali oltre la metà usa immolare al demonio gli animali ed in particolare gatti neri. Fenomeno più diffuso di quanto ci si aspetti, come spiegato da Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa: “Basta dare un’occhiata agli appelli che ogni giorno girano nei social – network o agli avvisi pubblicati all’interno dei gattili dove si invitano i volontari a verificare in maniera minuziosa chiunque si presenti chiedendo in adozione un gattino nero per capire quanto questo fenomeno, forse ancora sottovalutato a livello generale, sia in realtà percepito nella sua totale gravità dagli operatori e dai volontari del settore”.
Per questi motivi, il 17 novembre 2013 sarà celebrata, nelle zone considerate ad alta densità di presenza satanista (Torino, alla diga del Pan Perduto nel Varesotto e nella zona del lago di Bracciano a Roma), l’ottava edizione della festa del gatto nero. La celebrazione è una sorta di convegno in cui vengono presentati i dati relativi al lavoro svolto dalle tante associazioni animaliste e dove vengono conferiti premi a tutti coloro che si dedicano alla cura ed alla salvezza dei gatti neri. Anche se siamo nel 2013, dunque, molte persone vivono ancora nel Medioevo, nella mancanza di cultura e valori, in quell’ignoranza che sottrae la moralità e la dignità. Un Medioevo dell’anima, un’ oscurità che fa paura non solo ai poveri gatti neri.

 

Bruna Di Matteo