lunedì 19 novembre 2018
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Stazioni chiuse per sostenere la Capotreno aggredita

treni

Avviso “informale” di sospensione del servizio

 

Parafrasando García Márquez quella di ieri è stata la cronaca di un’aggressione annunciata.
Lungo la tratta Quarto- Licola della linea Circumflegrea dell’EAV ex Sepsa due viaggiatori molto esasperati dal ritardo del treno e dal disservizio hanno cominciato ad inveire brutalmente contro la Capotreno ed un suo macchinista. La donna shockata e impaurita da tale aggressione verbale si è chiusa nel vagone di guida ed ha chiamato i Carabinieri di Quarto per far scendere i due aggressori dal convoglio. Non giungendo alcuna pattuglia, il treno – con ulteriore ritardo – è giunto al capolinea nella stazione di Montesanto dove invece erano presenti le Forza dell’ Ordine che hanno prontamente provveduto al riconoscimento dei viaggiatori- aggressori.
Considerato lo shock e lo sgomento della collega capotreno tutti i dipendenti della linea Circumflegrea e Cumana hanno pensato fosse doveroso sostenerla e dimostrarle solidarietà. In che modo? Sospendendo senza preavviso, in maniera arbitraria e quindi illegalmente il servizio pubblico di trasporto urbano che lega il centro storico a tutta la periferia cittadina e il più vicino hinterland fino a Torregaveta.
L’episodio di ieri non pare essere un episodio isolato; nei giorni precedenti infatti sono stati aggrediti fisicamente e verbalmente anche altri dipendenti dell’EAV e alcuni addetti dell’azienda esterna di vigilanza delle stazioni. La sospensione del servizio e la relativa chiusura di tutte le stazione è stata quindi una presa di posizione da parte di tutti i dipendenti per chiedere a gran voce più sicurezza a terra e sui treni.
Adesso va bene essere compatti e solidali con chi ha subito un’aggressione – che in quanto tale è riprovevole – ma perché bloccare un servizio pubblico? perché continuare a danneggiare una platea di viaggiatori che già quotidianamente subisce, molto spesso in silenzio, un totale sfacelo nel servizio di trasporto? perché continuare ad esasperare un’utenza che già vede dimezzare le corse giornaliere, e che quotidianamente si affida alla sorte per arrivare sul luogo di lavoro o di studio? I dipendenti EAV chiedono maggiore sicurezza sul loro luogo di lavoro ma i viaggiatori quando cominceranno ad essere tutelati? I biglietti aumentano ed il servizio – precario e insufficiente ormai da anni – si azzera definitivamente. Le migliaia di pendolari e studenti che tutti i giorni affollano i treni vorrebbero arrivare sul luogo di lavoro o a scuola senza abissali ritardi e senza dover addurre giorno dopo giorno giustificazioni che ormai odorano di scuse.
Scioperare – lo hanno infatti fatto solo il giorno prima – è lecito ma farlo in maniera “selvaggia” può diventare reale causa di malcontento. E quando il malcontento arriva all’esasperazione possono accadere anche episodi di violenza come quelli di ieri mattina, seppur riprovevoli.

Emanuela Nicoloro