martedì 20 novembre 2018
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Statale 268, l’incubo della strada killer continua

Strada Statale 268 - Napoli, Paesi Vesuviani

Strada Statale 268 – Napoli, Paesi Vesuviani

A pochi giorni dal tragico incidente sulla strada statale 268 in cui sono morte quattro persone è tempo di funerali e di indagini, per fare luce su una nottata da incubo. Giovanni Tortora 21 anni e Mario Boccia 23, erano entrambi di San Giuseppe Vesuviano mentre  i polacchi Jan Kowalski Krzysztof di 25 anni, e la madre Dorate Kowalska, di 45 anni, vivevano a Boscoreale e sono morti tutti e quattro nel tragico incidente d’auto sulla strada statale 268. C’è poi Maria Rosaria Nacherio, ventitreenne di Terzigno che viaggiava con i due amici in una Ford Fiesta e che, costretta in coma farmacologico presso l’ospedale di Nocera Inferiore, lotta tra la vita e la morte. Le due polacche, invece, si trovavano su una  Hyundai I10 . L’impatto frontale tra le due autovetture ha provocato la morte sul colpo di quattro passeggeri su cinque e si spera che almeno Maria Rosaria riesca a sopravvivere.

Svincoli pericolosi sulla ss 268

Svincoli pericolosi sulla ss 268

Oggi, giorno dei funerali dei due giovani di San Giuseppe Vesuviano presso il santuario del paese, sarà dedicato al lutto e al dolore, ripensando alle stesse sensazioni provate meno di un anno fa, nel febbraio 2013, per tre persone che hanno perso la vita nello stesso luogo e nello stesso modo.
Domani, invece, toccherà iniziare a indagare, alle ore 10, infatti, si terrà il Prefettura un incontro dell’Osservatorio della sicurezza stradale, già in programma a metà dicembre. La situazione, però, in questo mese è peggiorata visto l’accaduto, e bisogna continuare a far qualcosa di concreto per rendere meno pericolosa la statale 268.
Secondo Maurizio Casamassima – dirigente della polizia stradale di Napoli – le priorità riguardano l’ammodernamento e il raddoppio della carreggiata. Gli incidenti, infatti, avvengono in fase di sorpasso e le procedure messe in atto dopo l’incidente del febbraio 2013 non sembrano essere sufficienti. Segnali nuovi, strisce cangianti, cartelli per indicare i limiti di velocità, purtroppo non fermano la pericolosità della strade che, unita alla guida inadatta, diventa una miscela infernale.
La questione è comunque estremamente delicata vista anche la funzione strategica della 268 in qualità di via di fuga in caso di calamità, è dunque ancor più importante riuscire a renderla sicura e agibile, lavorando per eliminare le corsie strette e l’asfalto rovinato. I provvedimenti dovranno essere presi il prima possibile, prima che la 268 diventi ancor di più un inevitabile pericolo di morte.
Rossella Pardi