giovedì 13 dicembre 2018
Ultime notizie

Arriva Cannacig, lo spinello elettronico made in Usa

foto articolo cannacig

L’e-joint, la nuova canna bionica. Fonte: iljournal.it

Mentre in Italia si discute ancora sulla presunta minor tossicità e sulla reale utilità delle nuove e tecnologiche sigarette elettroniche, all’estero già si guarda oltre. Ovviamente l’innovazione in campo di e-cigarette è firmata USA: nasce la Cannacig, lo spinello elettronico. A crearlo e lanciarlo sul mercato è l’azienda californiana Rapid Fire Marketing, specializzata nella produzione di inalatori a vapore. Con un principio di funzionamento simile a quello dell’e-cigarette, ma con un prezzo nettamente superiore, l’e-joint (così ribattezzato) è piccolo, discreto e adatto a tutti, “giovani e meno giovani”: un’indicazione, questa,  fortemente voluta dal produttore. L’idea è nata dal travolgente impatto avuto dall’ormai “anziana” sigaretta elettronica, che ha permesso il passaggio dell’invenzione nel campo delle droghe leggere e, più in particolare, della marijuana. La compagnia statunitense, intanto, dopo aver concluso la vendita di circa 150mila pezzi, prevede il boom: le prime stime per il 2013, quelle stabilite dal bilancio preventivo, proferiscono di ricavi pari a 100 milioni di dollari.

Inizialmente la commercializzazione ha interessato esclusivamente la California e il suo impiego era solo curativo per alcuni tipi di patologie e lenitivo per altre. Nei mesi successivi, con l’aumentare della legalizzazione della cannabis a scopo distensivo, e con gli ottimi profitti ottenuti, la canna bionica ha trovato sempre più spazio nel mercato, ed infatti è possibile trovarla anche in: Alaska, Arizona, California, Colorado, Connecticut, Delaware, Hawaii, Maine, Massachusetts, Michigan, Montana, Nevada, New Jersey, New Mexico, Oregon, Rhode Island, Vermont e Washington. Il prossimo passo sarà la conquista dell’oltreoceano, in quanto l’intento che si propone la società è quello di approdare ad un uso “legale” della cannabis a livello mondiale. “La vendita”, afferma Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”,”sarà comunque limitata a quei Paesi europei tolleranti nei confronti della cannabis quali Olanda, Portogallo e Spagna per quanto riguarda l’Europa. Per il resto del mondo l’ Australia e il Bangladesh”. L’Italia ovviamente, lontana dalla legalizzazione delle droghe leggere, si schiera contro, anche se in alcune regioni, Toscana in primis, qualche piccolo passo è stato compiuto per quanto concerne l’uso terapeutico della marijuana in determinate patologie.

Bruna Di Matteo