sabato 24 Agosto 2019
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Si spegne il sogno europeo per le squadre italiane

Una brexit ben riuscita per le squadre italiane che, l’una dopo l’altra, sono uscite dalle competizioni europee. Prima la Juventus che martedì 16 aprile, nelle mura di casa dell’Allianz Stadium di Torino, incassando una sconfitta per 2 a 1 a favore dell’Ajax ha determinato il passaggio degli olandesi al turno successivo e la sua esclusione dalla Champions. Un’amara delusione per CR7 e compagni resa ancora più cocente dal confronto con l’uscita della passata stagione. L’altr’anno infatti, senza il fuoriclasse portoghese, la Juventus era andata vicinissimo all’aggiudicazione del titolo, perdendolo solo in finale in una chiacchieratissima partita. Nonostante tutti gli sforzi fatti dalla società, quest’anno i bianconeri, fuori anche dalla Coppa Italia, dovranno accontentarsi solo dell’ottavo scudetto consecutivo come unico premio della stagione, pagato forse, un po’ troppo caro.

Fuori dall’Europa anche il Napoli. L’impresa non è riuscita agli azzurri. Ribaltare il risultato dell’andata contro l’Arsenal (2–0) vincendo con tre gol di scarto e riuscendo a non prenderne, era davvero compito arduo ed ai limiti dell’incredibile. Nessuno avrebbe chiesto all’undici di Ancelotti una prestazione impossibile ma almeno di provarci, quello si. Misurarsi con la sfida, tentare il tutto per tutto, osare laddove era un sogno solo pensarci, era necessario e doveroso. Coraggio, intelligenza e cuore aveva chiesto l’allenatore ai suoi ragazzi, alla vigilia del match, ma giovedì 18 aprile sono scesi in campo soprattutto imprecisione, stanchezza e confusione.

L’eliminazione in E.L. contro gli inglesi ci può stare, ma non si è mai avuta l’impressione che il Napoli potesse realmente essere pericoloso. Nonostante un massiccio possesso palla, non c’è stata la solita grinta di Allan, sono mancate le invenzioni di Insigne, i tiri di Milik e nessuna traccia delle serpentine di Mertens. Niente, giocatori professionisti incapaci di centrare la porta. In due partite il portiere avversario Cech non è stato mai impegnato seriamente e non ha avuto modo di sporcarsi i guantoni. E pure Meret, che a Londra ha saputo limitare i danni, giovedì sera si è appannato. Poco dopo la mezz’ora del primo tempo, sulla punizione calciata da Lacazette, atterrato per un fallo di Maksimovic, ha sistemato malamente la barriera al punto che quando l’attaccante inglese ha tirato, lui è andato dalla parte opposta rispetto al pallone che è finito in rete. Con un San Paolo ammutolito, è finita ogni speranza e si è chiuso così il sipario napoletano sull’Europa, mentre i Gunners, giustamente, andranno in semifinale contro il Valencia.

È mancata personalità ed esperienza nella compagine partenopea e i singoli non hanno saputo sopperire alle lacune dimostrate. D’altra parte giocare è facile mentre vincere è sicuramente difficile. Ma è da un po’ che al Napoli non riescono neanche le cose semplici: creare un gioco, non sempre vincente ma che almeno diverta. Francamente non appare chiaro se siano i calciatori non congeniali alle idee dell’allenatore o viceversa.

Ora non rimane che difendere il secondo posto in campionato cominciando già da lunedì quando alle ore 19,00 il Napoli a Fuorigrotta ospiterà l’Atalanta di Gasperini, la squadra più in forma della serie A con l’ambizione di conquistare un posto in Europa. Non sarà una passeggiata, forza ragazzi, si guarda sempre avanti.

Rosa Maria Testa

Appassionata del Napoli e della città. Laureata in Giurisprudenza, lavoro presso l'Università "L. Vanvitelli" ma amo confrontarmi con nuove sfide: se lo pensi, lo puoi fare.

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