lunedì 19 novembre 2018
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Campo Rom sotto “sfratto”, Coppola tenta la demolizione privata

20140313_rom320140313_105234Settimana di grande tensione al campo rom di via del Riposo, a Napoli.  A scatenare l’ira dei residenti, la denuncia di una ragazza molestata da due nomadi lo scorso 10 marzo. Da allora nonostante i presidi delle forze dell’ordine il campo rom è diventato scenario di una vera e propria guerra: gli abitanti del quartiere di Poggioreale chiedono lo sgombero immediato del campo. Il presidente della quarta Municipalità, Armando Coppola, giunto sul posto per calmare gli animi dei residenti, si accorge che la situazione potrebbe sfuggire di mano e chiede  all’assessore alle politiche sociali del Comune, Roberta Gaeta di dare immediata attuazione all’ ordinanza sindacale di sgombero del campo lamentando che  i residenti  subiscono periodicamente furti ed atti osceni in luogo pubblico da parte dei nomadi. Dopo altri giorni di sommosse e tentati assalti al campo, Coppola sente di non avere scelta e chiama in causa la demolizione, provando ad effettuarla con una ditta privata “perchè i cittadini sono stanchi”.

Lo stop questa volta viene dal Comune  che aveva già programmato un suo intervento. “Mi ha telefonato il vice sindaco Tommaso Sodano intimandomi a fermarmi perchè la demolizione è un’attività che compete all’amministrazione e perchè il campo è sottoposto a vincolo giudiziario – spiega Coppola – mi ha detto che se non mi fossi fermato mi avrebbe denunciato ma a questo punto sono io che valuto una denuncia”. Intanto ieri mattina il campo è stato interamente abbandonato dalle famiglia, “purtroppo con una modalità che non può che amareggiarci perchè causata dalla paura e dalla insicurezza che ha spinto la stessa comunità Rom allo spostamento”, spiega il vicesindaco Sodano, e continua “È stata pertanto predisposta una squadra del Comune che vede il coinvolgimento della polizia municipale, della Asia, della Asl e dei diversi servizi tecnici perchè si deve ispezionare lo stato del luogo, identificare e separare i materiali abbandonati ed i rifiuti, cioè si devono disporre le operazioni tecniche per un intervento che non può essere lasciato alla improvvisazione populista del presidente Coppola, tanto è delicato sotto il profilo ambientale, igienico-sanitario e sociale”. Torna urgente il tema delle politiche dell’integrazione urbana e la marginalità, i rom “sfrattati” sarebbero circa 250.
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