venerdì 16 novembre 2018
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Le sentinelle in piedi e i diritti delle coppie gay

sentinelle-in-piediDomenica 5 ottobre in molte città italiane si è svolta un’iniziativa organizzata dalle “Sentinelle in piedi”, una rete di cittadini che si batte, con momenti di veglia e preghiera, contro l’estensione dei diritti civili alle coppie omosessuali, e in particolare contro il decreto legge Scalfarotto, la proposta di legge contro omofobia e transfobia, che lesentinelle ritengono “liberticida”, in quanto “andrebbe a colpire, sul piano penale, non solo chi usa violenza e discrimina ma anche chi esprime opinioni contrarie, per esempio, alle unioni tra persone dello stesso sesso”, o chi “semplicemente mette in discussione l’uguaglianza tra omosessuali ed eterosessuali”. Le loro manifestazioni prevedono il raduno di un gruppo di persone in una piazza, e la lettura silenziosa (o in alternativa la recitazione di una preghiera) di alcuni libri di riferimento, tra cui i più gettonati sono Ghandi e I vangeli; The free market in Catholic Society, testi su Giovanni Paolo II e sul nuovo pontefice, Della fede: la certezza, il dubbio, la lotta, Lettera a un bambino mai nato della Fallaci e un Anfitrione di Molière.

Le reazioni al movimento nelle città italiane? Di tutti i tipi. Dal bacio in pubblico, a Venezia, di una coppia omosessuale, che ora, come riportano i giornali locali, sono stati identificati dai carabinieri e potrebbero essere accusati di “manifestazione non autorizzata”, ai litigi tra sentinelle e alcuni manifestanti della “controprotesta” a Bologna. A Bergamo Giampietro Belotti, studente di 29 anni che ha da poco lasciato il lavoro per iscriversi all’università di Brescia, si è presentato al presidio con una divisa da nazista dell’Illinois, una copia del Mein Kampf in mano, una fascia al braccio con il simbolo usato da Chaplin ne Il grande dittatore e un cartellone con la scritta in font gotico “I nazisti dell’Illinois stanno con le Sentinelle”. La sua provocazione, però, potrebbe costargli cara: la Digos ha infatti identificato Belotti, che ora rischia una denuncia per apologia di fascismo. A Napoli le sentinelle erano una trentina. Si sono radunate in via Scarlatti, al Vomero, intorno alle dodici. Non sono state viste di buon occhio dai napoletani, in particolare da un gruppo di studenti e associazioni lgbt, che si sono schierati di fronte ai manifestanti intonando cori di rivendicazione dei propri diritti: il matrimonio e l’adozione devono essere diritti riconosciuti anche alle coppie omosessuali. C’è anche Mario Coppeto, presidente della Municipalità Arenella – Vomero, che in questo video esprime il suo dissenso nei confronti delle sentinelle e delle loro letture “discriminanti e offensive nei confronti del quartiere, del territorio e dell’Italia”. Ma chi sono veramente le Sentinelle in piedi?

Di certo una manifestazione così organizzata e diffusa in tutta Italia non può nascere dalla volontà di pochi cittadini. Come rivela Articolo 3 in questo articolo, infatti, Sentinelle in Piedi® è un marchio registrato, depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi da tale Emanuele Rivarossi, con sede legale alla Jacobacci & Partners spa di Torino. Benché si dichiari un movimento “apartitico e aconfessionale”, la sua storia sembra legata a una vera “lotta per l’egemonia” tra il partito neofascista Forza Nuova e l’associazione cattolica Alleanza Cattolica. Il primo ha comunque fondato un altro gruppo molto simile: “Le sentinelle – Cattolici in piedi”. Inoltre, il portavoce del gruppo delle sentinella a Napoli è Fabrizio Formicola: coordinatore provinciale Napoli dei giovani del Nuovo Centro Destra. Tra i temi di discussione, in particolare, il matrimonio e l’adozione: le sentinelle sostengono che il matrimonio sia possibile esclusivamente tra uomo e donna; gli oppositori, invece, lottano perché venga riconosciuta l’unione anche tra coppie omosessuali. Oltre all’amarezza nel pensare che le unioni tra gay in Italia vengano classificate ancora come “innaturali”, la problematica è alquanto complessa dal punto di vista legale, e porta al pettine vari “nodi”, come la comunione dei beni, il diritto di prendere decisioni in caso di malattia incurabile del compagno, facilitazioni per quanto riguarda prestiti in banca, e così via. Ma ieri è stato fatto un ulteriore passo indietro: il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha chiesto la cancellazione immediata delle trascrizioni dei matrimoni gay. Altro tema choc è l’adozione: è giusto consentire anche alle coppie omosessuali di adottare bambini? Le “sentinelle in piedi” si battono per il NO, dichiarando come unica detentrice di questa possibilità la famiglia tradizionale, composta da uomo e donna. Il bambino non potrebbe fare a meno, per una crescita sana, di entrambe le figure genitoriali. Ovviamente anche su questo punto gli oppositori sono in disaccordo. Sostengono che i bambini potrebbero trovare la figura mancante (madre o padre) in un’altra persona.

Inoltre, seguendo il discorso delle sentinelle, bisognerebbe sottrarre tutti i bambini ai vedovi o ai genitori separati. Analizziamo la situazione partendo dai numeri. In Italia, anche per una coppia eterosessale, il percorso dell’adozione è estremamente laborioso e appesantito dalla burocrazia: per un’adozione nazionale (per cui non è previsto il rilascio dell’idoneità all’adozione) la convocazione potrebbe anche non arrivare mai, per l’adozione internazionale, invece, i tempi variano dai due anni e mezzo ai cinque anni. Considerando ineludibile il tempo che serve ai servizi sociali per verificare che la coppia sia idonea ad adottare e a crescere il bambino, e al di là delle ideologie, giuste o sbagliate, che ognuno di noi può portare avanti, quello su cui tutti dovremmo ragionare è che ogni ostacolo o ritardo nell’adozione sono una possibilità che viene tolta a un bambino di crescere in una famiglia, tradizionale oppure no, pronta a donargli amore.

Erika Chiappinelli

Redattrice at Linkazzato.it
Erika Chiappinelli, nata a Napoli, laureata in Lingue e Letterature straniere all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, attualmente lavora come guida turistica. Ha trascorso un periodo a Berlino come studentessa Erasmus, al termine del quale ha deciso di tornare nella sua amata Napoli. Si è recentemente avvicinata alla scrittura giornalistica e, appassionata di musica africana e di fotografia, vorrebbe intraprendere la carriera di fotoreporter.